Westminster, voto decisivo per May Acea fa il bilancio per l’auto nel 2018


Luned 14 – L’Indagine Bankitalia sulle aspettative di crescita

Siamo arrivati all’inizio del 2019 senza un solo indicatore che lasci prevedere mesi, se non turbolenti, quanto meno tranquilli. L’ultimo dato sulla produzione industriale, appena reso noto dall’Istat, d un crollo del 2,6% su base annua (novembre 2018 su novembre 2017). Oggi tocca a Bankitalia, con la sua Indagine trimestrale sulle aspettative di inflazione e crescita, fare il punto sul clima che ci ha accompagnato nel passaggio dal vecchio al nuovo anno. L’analisi precedente, condotta come sempre tra le imprese italiane con almeno 50 addetti e riferita al periodo luglio-settembre, concludeva: E’ proseguito il deterioramento dei giudizi, attuali e prospettici, sulla situazione economica generale e sulle condizioni operative delle imprese. Se cambiato qualcosa nell’ultimo trimestre, non in meglio.

Westminster, voto decisivo per  MayAcea fa il bilancio per l’auto nel 2018

Marted 15 – Westminster vota la Brexit

A dicembre Theresa May decise il rinvio: la prospettiva era di una bocciatura devastante (per lei e per il suo governo). Salvo ulteriori ripensamenti, l’accordo che la premier ha negoziato con Bruxelles per la Brexit torna oggi all’esame del Parlamento britannico, e questa volta non ci sar via di scampo: s o no, a fine marzo la Gran Bretagna uscir dalla Ue in modo ordinato o nel caos di un no deal. Per prevenire il quale, nel caso, forse – ma solo forse – l’unico eventuale paracadute sarebbe un secondo referendum.

Mercoled 16 – L’Acea fa il bilancio (magro) dell’auto europea 2018

Ha pesato, da settembre in avanti, anche l’adeguamento alle nuove regole Ue di omologazione dei consumi e delle emissioni. Fosse solo un problema normativo-congiunturale, per, i costruttori sarebbero pi tranquilli. Non cos. Sul mercato europeo dell’auto incominciano a farsi sentire anche gli effetti del rallentamento dell’economia e l’Acea, che oggi tirer le somme del 2018, avr parecchie variabili di cui tenere conto nelle sue previsioni per il 2019. Al nuovo anno la curva della domanda arriva in discesa: a novembre (ultimo mese per cui sono disponibili i dati complessivi) le immatricolazioni Ue avevano segnato il terzo calo consecutivo (-8%), con dicembre i principali mercati hanno visto finire in rosso l’intero esercizio. Si salvata, sorprendentemente, la Francia (+2%). Ma, tra il -3% dell’Italia e il -6,8% della Gran Bretagna, persino la Germania scivolata in negativo. Di poco, appena lo 0,2%. Non comunque un bel segnale.

Mercoled 16 – Il trend dell’industria

Altri indicatori che ci aiuteranno a capire quale meteo segni, in questo inizio d’anno, il barometro dell’economia reale. Al freschissimo dato sulla produzione industriale – il -2,6% di cui sopra – l’Istat aggiunger oggi le statistiche su fatturato e ordini all’industria in novembre e sull’inflazione di dicembre. Venerd 18 toccher ai numeri del commercio estero in novembre. Cos, tanto per capire se le esportazioni ci aiutano ancora a bilanciare il calo della domanda interna. E si direbbe di no: la frenata della Germania (anche) si far sentire.

11 gennaio 2019 (modifica il 11 gennaio 2019 | 14:31)

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