Volley, verso Italia-Cina: Egonu e le altre, affamate e vincenti


Sar ancora Italia-Cina. Come nel 2002 a Berlino, come nel 2014 a Milano. I sogni delle donne del volley passano di nuovo per la via della seta. A Yokohama, venerd mattina (diretta alle 9,10 su Rai 2), le azzurre giocheranno una semifinale mondiale per la quarta volta nella storia.

La prima and cos bene che arriv l’oro. L’unico iridato. Una caratteristica unisce la Nazionale del 2002 a quella del 2018: aver metabolizzato come si riesce a vincere contro le asiatiche. Eravamo riuscite ad inserirci in alcune loro piccole fragilit — ricorda l’allora c.t. Marco Bonitta — ma rischiammo comunque di andare al tie break. Poi ci pens Manuela Leggeri a mettere il sigillo alla partita. Sul 24-23 dissi a Lo Bianco di dare palla a lei se la ricezione fosse stata perfetta. Lo fu, ma la palla non cadde. Cadde per il muro successivo, sempre di Manuela. Quella semifinale la consacr come capitano. Chiss se Cristina Chirichella, centrale e capitano oggi esattamente come la Leggeri, avr la medesima occasione.

Quattro anni fa al Forum di Assago invece, allenata sempre da Bonitta, l’Italia cadde prima in semifinale con la Cina e poi lasci il bronzo al Brasile. Il quarto posto, mascherato dal grande affetto che si rivers sulle azzurre, fu una delusione. Da allora la Nazionale ha subito una trasformazione quasi totale, iniziata ai Giochi di Rio dallo stesso Bonitta ma messa nelle condizioni tecniche di fare realmente la differenza solo con Davide Mazzanti. Il c.t., alla guida dell’Italia dal 2017, perfetto per questo gruppo. Si confronta costantemente con le sue ragazze, chiede loro feedback sugli allenamenti, riscrive regole condivise dal gruppo e si lascia attraversare dalle emozioni. Arriviamo alle semifinali avendo sperimentato tutti gli stati d’animo — spiega Mazzanti —. proprio questo che sta facendo innamorare l’Italia di queste giovani donne. Adesso sar importante riappropriarci dell’aggressivit che ci contraddistingue.

Cristina Chirichella era in campo anche quattro anni fa. Insieme al libero Monica De Gennaro. Napoletana la prima, di Sorrento la seconda, in quanto a scaramanzia le azzurre stanno messe discretamente. Cito Steve Jobs e dico che dobbiamo essere affamate e folli, dice Chirichella. De Gennaro nel 2014 fu premiata come miglior libero del Mondo: Sappiamo bene che ci aspetter una sfida durissima, diversa da quella che abbiamo vinto nel girone. Sar fondamentale mettere in campo grinta e personalit.

La Cina allenata da un monumento come Jenny Lang Ping, oro ai Giochi di Los Angeles ‘84, altissima. La giocatrice pi temibile la schiacciatrice Zhu Ting: 198 cm, gioca a Istanbul nel VakifBank, attacca a 3 metri e 27 e mura a tre. Mentre la pi alta la centrale Yuan Xinyue: 201 cm, arriva a mettere le mani fino a 3 metri e 11. L’Italia molto forte — commenta l’allenatrice vicecampione mondiale in carica — lo dimostra come ci ha battuto nel girone. Questa semifinale dobbiamo prepararla meglio. Giovane, sfrontata ed esuberante: prendi quella via Italia.

16 ottobre 2018 (modifica il 16 ottobre 2018 | 22:14)

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