Voli aerei: come risparmiare? Compra la domenica e parti il venerdì


Se volete risparmiare fino al 36% il volo bisogna prenotarlo il fine settimana. La partenza, invece, va fissata tra giovedì e venerdì e comunque ventuno giorni dopo l’acquisto del biglietto. Se poi volete pure aggiungere pure l’albergo, allora meglio scegliere la stanza il venerdì sera. Perché algoritmi e big data, almeno per ora, non sembrano amare molto sabato e domenica. Che diventa così — come anticipato dal Corriere nel 2017 — pure la finestra temporale più conveniente per chi deve viaggiare. A confermarlo, nel 2019, è la quinta edizione del «Travel Pricing Outlook», lo studio di Airlines Reporting Corporation ed Expedia Group che analizza i trend sulla base di circa un paio di miliardi di viaggi aerei.

La ricerca

Il documento — che si può consultare qui — spiega che la maggior parte delle persone risparmia tra il 20 e il 36% se acquista il volo di andata e ritorno durante il weekend, preferibilmente la domenica. Questo però ad eccezione della Nuova Zelanda dove — spiegano ARC ed Expedia — «è il martedì il giorno più conveniente per prenotare». Attenzione a chi invece paga il ticket tra giovedì e venerdì perché sono — almeno per l’Europa, gli Usa e l’Asia — i giorni più cari. Ma il venerdì è pure il giorno in cui sarebbe preferibile bloccare la camera d’hotel. Mentre il sabato, almeno in ambito alberghiero, sarebbe il giorno da evitare perché il più costoso. Insomma: armatevi di un’agenda per non confondere le tempistiche. L’analisi, poi, mostra anche l’effetto — economicamente benefico — di chi prolunga una trasferta di lavoro o un viaggio di piacere includendo il sabato notte: analizzando il 75% delle prenotazioni che originariamente erano tra lunedì e venerdì si scopre che allungando di altre ventiquattro ore si risparmia fino al 25%. Un altro aspetto interessante è la dedizione di chi sta organizzando una vacanza: prima di scegliere la combinazione di voli e l’hotel gli utenti fanno anche cinquanta consultazioni.

Gli altri fattori

Ma il documento ARC-Expedia, fanno notare alcuni esperti al Corriere, non tiene conto anche di altri fattori. Il dispositivo con il quale si effettuano gli acquisti per esempio. Perché i sistemi di «revenue management» soprattutto delle compagnie aeree sono così sofisticati che realizzano il «prezzo su misura» considerando anche questo aspetto puramente tecnico: così chi prenota da uno smartphone o da un tablet paga poco di più di chi compra dal computer fisso. Ma un’ulteriore segmentazione del dispositivo «discrimina» pure sulla base del marchio: un sistema operativo iOs (Apple) secondo i big data delle aviolinee può «permettersi» di chiedere più soldi rispetto a un Android.

Miliardi di combinazioni

Ma tutte queste sono voci che cambieranno presto, anticipano i manager di alcune delle più grandi compagnie aeree europee: «L’obiettivo è arrivare a un borsino delle tariffe che cambi in tempo reale e che intuisca subito fino a quanto può pagare un utente senza che lui lo sappia o se ne accorga». Per avere un’idea basta vedere i numeri del gruppo Lufthansa (che comprende pure Swiss, Austrian Airlines, Eurowings e Brussels Airlines) che il Corriere è in grado di rivelare: i prezzi dei biglietti vengono pensati e gestiti da circa 300 esperti di «revenue management». I sistemi informatici del gruppo si ritrovano a processare circa 11 mila miliardi di combinazioni e ogni giorno vengono decisi i prezzi di circa 134 mila tratte tra le città coperte dal gruppo.


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