Vivendi attacca ancora Tim Giovedì consiglio straordinario


Torna a riunirsi, a sorpresa, il consiglio di Tim. Il presidente Fulvio Conti ha convocato gioved, alla vigilia dell’assemblea dei soci, una riunione straordinaria del board per esaminare l’ennesima denuncia di Vivendi, pi altre questioni in vista dell’appuntamento con gli azionisti. La media company di Vincent Bollor, primo socio di Tim, la scorsa settimana ha inviato una nuova lettera (esposto) alla Consob, firmata dal ceo Arnaud de Puyfontaine, in cui torna a denunciare la gestione del consiglio da parte di Conti e le mosse di Elliott. Accuse gi messe nero su bianco da Vivendi, per mano di De Puyfontaine o di Amos Genish — rilievi alla governance sono stati sollevati anche dal collegio sindacale —, ma nell’ultima lettera ci sarebbero ulteriori dettagli sulle presunte violazioni.

La trattativa

Il board del gruppo telefonico aveva gi risposto ai rilevi dei sindaci dieci giorni fa, in un consiglio ad hoc che per si era spaccato lasciando che fossero i soli consiglieri in quota Elliott ad approvare la relazione. In quell’occasione il board aveva respinto gli addebiti a Conti e le accuse di aver seguito regole di parte nella gestione di alcune delibere. E probabilmente far quadrato attorno al presidente anche gioved. Il consiglio si annuncia teso e cadr a meno di 24 ore da un’assemblea che gi di suo dovrebbe essere piuttosto animata. La lettera alla Consob, raccontano fonti a conoscenza, sarebbe stata inviata mentre la diplomazia era la lavoro per trovare un punto di convergenza tra Elliott e Vivendi sulle prossime mosse per Tim. Convergenza che, raccontano, sembrava vicina dopo un’apertura su possibili aggiustamenti nella governance con l’indicazione di un nome condiviso per la presidenza di Tim, che sarebbe stato quello di Franco Bassani, attuale numero uno di Open Fiber. Il nome circolato anche sui giornali, ma di fatto era stato gi bruciato dalla mossa con cui De Puyfontaine ha rimesso tutto in discussione.

Il ruolo del presidente

Visto il clima non si possono escludere nuovi colpi di scena in assemblea. I legali di Vivendi stanno esaminando diversi scenari per valutare come muoversi. La revoca di cinque consiglieri in quota Elliott tutt’altro che a portata di mano, ma bisogner attendere i numeri per capire se c’ ancora qualche margine per il ribaltone. Pi alta l’affluenza e minori sono le possibilit. Di certo la Cassa depositi e prestiti, salita al 9,9% nel capitale del gruppo telefonico, avr un ruolo decisivo. Con il passare dei giorni sta tuttavia aumentando la sensazione che l’assemblea sar solo un momento di passaggio. Anche se i contatti sono rallentati, Vivendi ed Elliott dovranno trovare un punto di equilibrio, che contempli gli interessi della Cassa depositi e presiti, diventata la seconda azionista di Tim. Prima ancora che la rete unica, la Cdp interessata alla stabilit dell’azienda, ormai compromessa dallo scontro tra Elliott e Vivendi. Conti da parte sue continua a escludere le dimissioni e a respingere le accuse di conflitto sollevate dagli azionisti francesi, ma le voci su un possibile passo indietro sono sempre pi insistenti. Cos come quelle che, in questo schema, ritengono possibile anche le dimissioni di uno o due consiglieri con l’obiettivo di riequilibrare i pesi e assegnare un ruolo adeguato alla Cdp.


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