Visco (Bankitalia): dal rialzo dello spread danni seri per famiglie, banche e bilancio dello Stato


« L’ampliamento del premio per il rischio sui titoli di Stato ha contribuito l’incertezza sull’orientamento delle politiche di bilancio e strutturali e sull’evoluzione dei rapporti con le istituzioni europee. Sono riemersi i timori degli investitori nazionali ed esteri per la dinamica del debito pubblico e per il rischio di una sua ridenominazione». Così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ieri alla giornata del risparmio. Per Visco «Le conseguenze di un prolungato, ampio rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato possono essere gravi. Il loro incremento deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie e può determinare un peggioramento delle prospettive di crescita economica». Visco ha ricordato che da metà maggio il valore di mercato dei titoli di Stato si è ridotto per quelli con durata superiore all’anno le perdite sono state, in media, dell’8%. Le tensioni si sono inevitabilmente estese all’intero mercato finanziario italiano, con un forte deprezzamento degli indici relativi alle obbligazioni private e alle azioni; per il complesso delle società quotate il valore di borsa è calato di circa il 20 per cento.

Visco ha ricordato che l’aumento dei tassi sul debito pubblico danneggia, oltre alle famiglie, anche le banche e i conti pubblici: «Il rialzo dei premi per il rischio sul debito pubblico produce perdite in conto capitale che peggiorano la situazione patrimoniale delle banche; incide sul costo e sulla disponibilità dei finanziamenti che gli intermediari raccolgono sul mercato e sulla loro capacità di fornire credito all’economia. Il rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato si riflette negativamente anche sul bilancio pubblico. Qualora non venisse riassorbito, l’incremento fin qui registrato provocherebbe, già dal prossimo anno, maggiori spese per interessi per circa 0,3 punti percentuali del prodotto (oltre 5 miliardi). L’aggravio salirebbe a mezzo punto nel 2020 e a 0,7 punti nel 2021. Ciò accrescerebbe l’avanzo primario necessario anche solo a stabilizzare il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo».

«Il debito pubblico dell’Italia è sostenibile, ma deve essere chiara la determinazione a mantenerlo tale, ponendo il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero credibile di riduzione duratura — ha incoraggiato Visco —. Vanno dissipate le incertezze sulla partecipazione convinta dell’Italia all’Unione europea e alla moneta unica, incertezze che alimentano la volatilità sui mercati finanziari».

31 ottobre 2018 (modifica il 31 ottobre 2018 | 12:16)

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