vince la linea dura di Di Maio e Salvini –


Più del condono. Più delle incomprensioni delle
ultime 36 ore tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, nel consiglio dei
ministri di ieri, il dibattito si è acceso sulla risposta da
dare alla lettera con la quale la Commissione europea ha contestato
la manovra italiana. Da un lato il fronte del segnale a Bruxelles,
con i ministri Giovanni Tria e Enzo Moavero Milanesi, sostenuto
anche dal premier Giuseppe Conte, ha provato a spingere per far
scendere almeno fino al 2,1% l’indebitamento in modo da provare
a scansare la procedura d’infrazione. Dall’altro, invece,
il fronte del «no», con il muro issato da Di Maio e
Salvini sulla conferma di tutte le cifre già inviate alla
Commissione, a cominciare proprio dal deficit al 2,4% del Pil. Una
discussione che i presenti all’incontro hanno definito
«molto animata», ma dalla quale, alla fine, la linea
uscita vincente è ancora una volta quella dei due vice
premier. L’unica cosa che Conte è riuscito ad ottenere,
è stata una dichiarazione di
«irreversibilità» dell’euro, e di
fedeltà all’appartenenza all’Unione dei due leader
dei partiti che sostengono l’esecutivo.

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Domenica 21 Ottobre 2018, 08:30
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