vince Kriechmayr. Sesto Buzzi, ottavo Inerhofer –


WENGEN – La Coppa del Mondo di sci maschile arriva ai piedi dell’Eiger. A Wengen 50000 tifosi svizzeri si accomodano ai bordi della pista Lauberhorn, la più lunga e impegnativa del Circo bianco. Una discesa libera spettacolare, vinta da Vincent Kriechmayr davanti all’idolo di casa Beat Feuz. Chiude il podio il norvegese Kilde, davanti al connazionale Svindal. Sesto Emanuele Buzzi, ottavo Christof Innerhofer, decimo Dominik Paris.

LA PISTA – Cancelletto di partenza con vista parete Nord dell’Eiger, una delle montagne più impervie delle Alpi: si scende con una media superiore ai 100 km/h per 4500 metri. Si passa per l’Hundschopf, l’emblema della pista: lo spettacolare salto tra le due rocce. Poi si attraversa la Kernen-S: una chicane che finisce sotto al Wasserstation tunnel, il passaggio sotto al viadotto ferroviario con il trenino che fa da spettatore. Si raggiungono velocità superiori ai 140 all’ora e per due minuti e mezzo le gambe soffrono ogni dosso, provano a resistere alle asperità del terreno: si decide tutto nelle ultime tre curve, ma mai nessuno ha la benzina in corpo per continuare a spingere.

LA GARA Dominik Paris si presenta per primo al cancelletto di partenza della Lauberhorn, non ci sono riferimenti cronometrici al suo arrivo. Carlo Janka scende per secondo e si trova a metà tracciato con mezzo secondo di vantaggio, ma al traguardo è dietro l’azzurro. Parte Aksel Lund Svindal e cambia tattica: sul salto dell’Hundschopf ammortizza il dosso e aumenta la velocità fino ad arrivare al traguardo con 75 centesimi di vantaggio. Il favorito è Beat Feuz: l’idolo di casa, sul podio in otto delle ultime nove discese libere e leader della classifica di specialità, rimonta intermedio dopo intermedio, fino a giocarsi nelle ultime curve il primo posto. All’arrivo ha 38 centesimi di vantaggio e il pubblico è in delirio.

L’elvetico, però, non fa i conti con l’austriaco Kriechmayr, che registra la velocità più alta sulla Kernen-S e arriva all’ultimo intermedio in perfetta parità col tempo di Feuz. Kriechmayr pennella le ultime tre curve e chiude davanti di 14 centesimi. Delude il norvegese Jansrud, mentre Christof Innerhofer dopo un errore iniziale prende tanta velocità e chiude al quarto posto provvisorio. Subito dopo scendono Aleksander Aamodt Kilde e Bryce Bennett ed entrambi si mettono davanti all’azzurro: fatnastica prova del norvegese, che fino all’ultimo intermedio è davanti a tutti, ma arriva terzo al traguardo. Anche Caviezel, l’ultimo tra i favoriti per il podio, chiude davanti a Innerhofer, lontano 60 centesimi dal podio.

Sembra tutto chiuso, ma per l’Italia arriva un grande risultato: Emanuele Buzzi scende col pettorale numero 25 e firma il sesto miglior tempo. Dopo il traguardo, però, cade e sbatte sui materassi. La gara viene interrotta per permettere ai medici di soccorrere l’azzurro, dolorante al ginocchio e incastrato con gli sci ai cartelloni pubblicitari. Quando si può riprendere a correre, nelle parti alte della classifica non cambia più nulla.


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