Verso la Supercoppa: un Paese pazzo di calcio e di CR7. La Juve prova a regalare a Max la Supercoppa


Ronaldo si fa attendere, come la Juve che arriverà stasera in Arabia, un giorno e mezzo dopo il Milan. Per adesso Cristiano, contrapposto a Higuain, è solo sagomato sul cartellone della Supercoppa che accoglie gli arrivi all’aeroporto della seconda città araba (quasi 3,5 milioni di abitanti) e compare qua e là nei vialoni che guardano al Mar Rosso. La Mecca è a 75 chilometri, in tanti sono vestiti con l’abito del pellegrinaggio (senza cuciture e con una spalla nuda) e quindi non è il caso di fare accostamenti stonati in vista di Juventus-Milan di dopodomani. Ma sul fatto che l’Arabia Saudita sia pazza di calcio (grazie anche alle due partite su due vinte finora in Coppa d’Asia) e che la Supercoppa italiana qui sia un evento anche grazie alla presenza di uno dei giocatori più popolari del pianeta, ci sono pochi dubbi: i 62mila posti del King Abdullah Stadium sono esauriti e il primo dei tre appuntamenti (in cinque anni) previsti nel Paese si inserisce nell’ampio programma «Vision 2030» per il rinnovamento arabo economico e sociale (con le donne per la prima volta ammesse in uno stadio nel settembre 2017), nel quale lo sport ha un ruolo chiave. E dopo aver scaldato i muscoli ad aprile con un evento mondiale di wrestling, per poi proseguire con la Formula E, l’Arabia pesa anche il valore del nostro calcio all’estero.

L’accordo, da 22 milioni per le tre partite (3,1 a squadra per ogni sfida), è più vantaggioso rispetto alle Supercoppe giocate all’estero anche nel recente passato tra Cina e Qatar. E, considerato che è stato stipulato un mese prima dello sbarco di Ronaldo sul pianeta Italia, forse avrebbe potuto anche essere migliore. Perché CR7 è un marchio che tira tantissimo anche in Medio Oriente: tra i suoi sponsor, oltre a Emirates Airlines e a Egyptian Steel, azienda produttrice di acciaio per la quale ha girato un lunghissimo spot per una cifra mai resa nota, c’è stato nel recente passato anche Kfc Arabia, ovvero il dipartimento orientale della Kentucky Fried Chicken che ha utilizzato il portoghese per promuovere le sue ali di pollo fritte tra il 2013 e il 2016 per la modica cifra di 750mila dollari all’anno per tre anni: per un salutista come lui, un sacrificio pagato comunque bene.

Migliore dovrà essere senz’altro la Juventus rispetto alle ultime edizioni del trofeo, che è sfuggito a Massimiliano Allegri tre volte su quattro da quando è in bianconero, contro Napoli e Milan ai rigori e contro la Lazio nell’ultima edizione, in quella che forse resta la peggior esibizione bianconera in una partita importante. Ma in quell’occasione il trofeo si assegnava ad agosto, adesso le gerarchie, le qualità e le problematiche sono già ben delineate. E Ronaldo, abbronzatissimo dopo i giorni trascorsi a Dubai tra vacanze e premi ricevuti è pronto a continuare la sua campagna invernale d’Arabia dopo la sgambata di mezz’ora nel finale contro il Bologna in Coppa Italia sabato sera. Senza il totem Mandzukic, fermato da un problema muscolare ai flessori, Allegri deve scegliere tra Bernardeschi e Douglas Costa nel tridente con Cristiano e Dybala, con l’azzurro in vantaggio. Due anni fa, quando perse proprio col Milan ai rigori, il furioso Max sibilò «li prenderei tutti a calci». Con Ronaldo, non c’è questo pericolo: se c’è un momento per la rivincita, è arrivato

13 gennaio 2019 (modifica il 13 gennaio 2019 | 22:27)

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