Var: arbitri, chiedete regole chiare e mantenete un lavoro extra


Serie A in profonda crisi arbitrale, dopo un recente momento positivo. Un rendimento oscillante non pu per mettere in discussione il progetto. Non la tecnologia da cancellare, sono gli arbitri da stabilizzare e convincere che il successo del loro impegno dipender dalla loro competenza e collaborazione e dalla comprensione delle regole del gioco che la tecnologia sta imponendo. Ma anche dalla trasparenza delle loro decisioni, che tutti hanno il diritto di conoscere.

Nessuna lamentela per la dura critica ricevuta, gli arbitri debbono capire che la loro professione , oggi, pi dura e domani preveder un lavoro all’estero per sviluppare altre aree. Mentalit diversa da quella provinciale che li caratterizza; dovr sfociare in personalit tecnica pi forte e pretese di interpretazioni certe e chiare a tutti, da applicare con uniformit.

Chi sta sopra gli arbitri deve capire prima di loro i problemi, l’Ifab deve stabilire solo cambiamenti utili e integrabili con la tecnologia, e non cervellotiche scelte teoriche. Del gioco del pallone parliamo, di regole giuste, di buon senso abbiamo bisogno, non di regole rappresentate da pupazzi con le braccia pi o meno aperte dalle quali pu dipendere un torneo universale.

Stabilit delle regole: si fa presto a scriverle con la penna d’oca ma si fa fatica a farle comprendere a tutti. Perci non tutta colpa degli arbitri: i loro silenzi in campo sono il segno della debolezza, gli occhi sbarrati il timore di giocarsi una carriera pi grande di loro. Amici arbitri mantenetevi un lavoro, anche modesto, che vi far sentire pi sicuri e non dipendenti da un fallo di mano: arriver presto anche il giorno in cui vi diranno la differenza tra volontariet e involontariet. Pretendete chiarezza dalle regole e donerete giustizia attraverso il vostro fischio.

9 aprile 2019 (modifica il 9 aprile 2019 | 23:05)

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