UniCredit in assemblea, con un rischio sanzione


Nella mattinata in cui Unicredit manda in archivio il bilancio 2018, chiuso con un utile netto di 3,892 miliardi di euro, una nuvola scura si addensa sul cielo sopra la banca guidata da Jean Pierre Mustier. Nell’ambito di una indagine della Commissione europea, relativa a un periodo che va tra il 2007 e il 2012, sono emersi alcuni comportamenti inadeguati da parte di un trader della controllata tedesca del gruppo, Hvb, che per un periodo di circa sei mesi avrebbe operato sui titoli di stato europei contravvenendo alle normative europee sulla concorrenza. Nella ipotesi alla studio si prefigura che alcuni trader scambiassero tra di loro informazioni sensibili, coordinando le proprie strategie di vendita. Nell’indagine sono infatti coinvolte altre sette banche europee, di minori dimensioni, ma la vigilanza nazionale, nello specifico la Consob, che sta chiedendo conto a Unicredit, paventando il rischio di una sanzione che potrebbe raggiungere il 10 per cento del giro d’affari del gruppo: una cifra enorme, 19,723 miliardi, ovvero una sanzione di quasi 2 miliardi di euro.

Unicredit ha tempo fino al 29 aprile per presentare alla Consob del neo-presidente Savona le sue controdeduzioni, ma gi l’istituto di piazza Gae Aulenti ha fatto presente che “non considera pi remoto, ma possibile, sebbene non probabile, un esborso di cassa volto al pagamento di una potenziale sanzione”. La Commissione europea, a sua volta, potrebbe concedere a Unicredit un’apposita audizione al fine di determinare con esattezza le eventuali responsabilit della banca.

Al di l della ipotesi della pesante sanzione, l’assemblea di Unicredit – la prima con Fabrizio Saccomanni presidente e la prima a svolgersi nei locali della Borsa di Milano, in piazza Affari – sta archiviando (davanti a soci in rappresentanza del 61,25 per cento del capitale, presenti i due maggiori azionisti, Aabar e Dodge & Cox), un anno positivo per l’istituto, chiuso con 27 centesimi di dividendo cash distribuito agli azionisti.


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