Unicredit-Commerzbank, da Profumo a Mustier: perché la banca italiana punta sulla Germania


Unicredit ha una seconda testa in Germania dal 2005, quando rilev Hvb, banca allora malconcia – oggi il quinto istituto del Paese – ma anche consent all’istituto guidato da Alessandro Profumo di fare il grande salto a livello europeo. Tanto che a Monaco di Baviera si trova il cuore dell’investiment banking dell’intero gruppo italiano. E proprio con l’intenzione di crescere in Germania il gruppo di piazza Aulenti, oggi affidato al francese Jean Pierre Mustier, aveva gi provato nel settembre 2017 l’approccio su Commerzbank. Era un periodo in cui le indicazioni della vigilanza unica della bce crescevano perch si desse vita a fusioni paneuropee tra banche, tanto che le banche d’affari avevano studiato tutte le combinazioni possibili, compresa Unicredit-Deutsche Bank.

Un gigante da 36 miliardi di capitalizzazione

A dicembre la banca presenter il nuovo piano a Londra. Dalla fusione tra Unicredit, che vale 27 miliardi, e Commerz, che ne vale 9, nascerebbe oggi un gigante da 36 miliardi di euro di capitalizzazione – ai prezzi attuali – e potrebbe consentire allo stato tedesco, che ha il 15% di Commerz, una parziale diluizione dell’azionariato. La Germania era entrata in Commerz a 18 euro per azione; oggi il titolo quota a 7,4 euro. Una fusione tra i due istituti permetterebbe a Unicredit di beneficiare di un maggiore accesso alle piccole e medie imprese tedesche, secondo il progetto di creare una banca commerciale paneuropea. Una visione strategica che aveva anche alimentato le speculazioni sulla fusione tra Unicredit e la francese Socit Gnrale (dalle cui fila lo stesso Mustier proviene) ma anche questo dossier sarebbe stato accantonato per ragioni di tagli e costi di ristrutturazione.

Tra gli Stati Uniti e l‘Iran

Intanto proprio in questi giorni Unicredit potrebbe raggiungere un accordo con le autorit americane sulle sanzioni per l’Iran, una partita giudiziaria che va avanti da anni tra l’amministrazione Usa e la banca guidata da Mustier per alcune transazioni con Teheran effettuate dalla banca tedesca di Hvb. La cifra della sanzione si aggirerebbe sui 900 milioni di dollari, somma in gran parte gi accantonata a bilancio.


http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *