Un po’ di Oriente nella nuova Unilever


“I want to be the fire who sparks people to achieve what they have never achieved before (mi piacerebbe rappresentare quella volont che stimola le persone a ottenere quello che, finora, non sono ancora riuscite a raggiungere)” questo il primo proposito(dichiarato in inglese ormai sua madrelingua) con cui Fulvio Guarneri, 47 anni, cremonese, sposato con due figlie, ha iniziato il suo mandato da presidente di Unilever Italia. “Ero stufo di sentire che in Italia non si pu crescere, la mia missione principale fare in modo che il nostro Paese sia il migliore per risultati in Europa” racconta poi il nuovo numero uno della multinazionale dove ha iniziato la sua carriera 21 anni fa.

Quattro anni in Giappone

Torna nella sede romana della Unilever dopo aver trascorso 4 anni in Giappone come Vice Presidente di Unilever Giappone dove tra le principali innovazioni ha introdotto lo smart working, rivoluzionando in qualche modo il lavoro dei suoi dipendenti. Guarneri in realt aveva gi lasciato la nostra Penisola 11 anni fa quando ricopriva il ruolo di marketing director Oral e Household Care per assumere a Bucarest la responsabilit del Centro e Sud Europa nella posizione di Foods e Marketing director. Successivamente divenuto Vice Presidente Marketing Home e Personal Care in Unilever RUB, seguendo lo sviluppo dei mercati di Russia, Ucraina e Bielorussia dove stato responsabile di tutte le attivit di posizionamento dei brand. “In Giappone ero stato chiamato anche per equilibrare per quanto possibile la ‘gender diversity’ perch il Paese al 144 posto della classifica OCSE su 186 nazioni per quanto riguarda la condizione della donna, la media delle donne manager infatti molto bassa al 9%, perch appena diventano mamme tendono a lasciare il lavoro, dato che la cultura giapponese ritiene vergognoso che chiunque altro si occupi della prole. Mentre al contrario la Russia si distingue per il pi alto numero di amministratrici delegate. Nella sede nipponica la prima cosa che mi stata chiesta di implementare la squadra femminile, cos ho arruolato nella prima tornata su 30 persone 26 donne” continua Guarneri che aggiunge inoltre che invece il paese del Sol Levante vanta un primato vale a dire quello di essere l’unico a svolgere tutte le ‘domestic operations’ in ‘renewable energy’.

Sfide

E questa un’altra delle sfide per le quali Guarneri ha accettato la carica italiana. “Oltre a raggiungere questo obiettivo anche in Italia, per cui abbiamo fatto per esempio un accordo con Toyota per avere tutte macchine ibride, vorrei anche poter garantire in generale il miglioramento dello stato di salute e di benessere a tutti” riferisce il numero uno italiano. “Un altro pregio del Giappone che mi piacerebbe anche poter importare da noi la maggiore pulizia. Per questo ci impegneremo con i nostri dipendenti, in collaborazione con le amministrazioni locali ad aiutare nella pulizia delle citt. Provengo da una nazione dove non esiste come da noi la cultura del perdono. Infatti lo shintoismo prevede che quando un cittadino sporca sia punito persino dalle forze dell’ordine mentre da noi gli viene sempre offerta una seconda, terza possibilit” prosegue Guarneri che ricorda l’obiettivo per l’azienda di essere ‘carbon positive’ entro il 2030 e che sempre alla ricerca di nuovi partner per la sostenibilit. Anche in Italia deve essere poi ancora bilanciata la ‘gender diversity’. Dal 39% di manager si dovrebbe toccare il 50%. Per questo Guarneri si impegnato a rendere sempre pi flessibile l’orario di lavoro, con il motto ‘Work anytime anywhere, lavora sempre ovunque’, a non bloccare le promozioni delle donne durante la maternit, a dare loro la certezza di ritrovare il proprio posto quando tornano, anche aiutandole con servizi di lavanderia, parrucchiere, palestra, posti dove allattare. Infine tra le responsabilit che stanno pi a cuore al nuovo Presidente, c’ anche quella della formazione delle nuove leve che ha deciso di selezionare anche tramite ‘hackaton’ digitali perch la societ alla ricerca non solo di profili di questo tipo, come per esempio i gettonatissimi ‘data scientist’, ma anche di imprenditori che abbiano idee da condividere per far crescere la multinazionale.

16 ottobre 2018 (modifica il 16 ottobre 2018 | 11:20)

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