Udinese-Napoli 0-3, con Ruiz-Mertens-Rog riparte l’avvicinamento alla Juventus


Più forte dell’Udinese e del destino. Il Napoli vince alla Dacia Arena, puntella il secondo posto, si avvicina a -4 dalla Juventus capolista. Ancelotti, già privo di Insigne, sceglie Verdi che si fa male dopo 100 secondi e lo sostituisce con Fabian Ruiz. Lo spagnolo entra al 4’ e nel giro di dieci minuti indirizza la partita con un destro a girare, lui mancino naturale, calibrato e perfetto. Nel finale, dopo aver sofferto un po’, gli azzurri allungano e festeggiano con un rigore di Mertens e l’acuto di Rog, anche lui appena entrato.

Bravo e fortunato Carletto, che così vince la terza partita fuori casa, la settima del suo campionato. Il Napoli camaleontico e trasformista, mai eguale a se stesso, comincia nel migliore dei modi la settimana delicata che lo porterà mercoledì a Parigi in Champions e domenica al derby del Sud con la Roma. Il gioco c’è. Ci vorrebbe solo un po’ più di cattiveria. Le differenze tecniche sono enormi e una volta sbloccato il risultato la seconda della classe dovrebbe insistere. E invece finisce per concedere troppo, rischiando qualcosa. Un atteggiamento che a Ancelotti non piacerà di sicuro. Il suo collega Velazquez sta molto peggio. La quarta sconfitta consecutiva fa scattare l’allarme: la classifica comincia a farsi brutta.

Il Napoli fa la partita. Possesso palla del 70% all’intervallo, anche se troppe volte si scopre. Allan, come al solito, è padrone del centrocampo. L’infortunio di Verdi costringe a una piccola rivisitazione di uomini e compiti: Fabian Ruiz si sistema in mezzo e Zielinski si allarga. Il risultato non cambia. La squadra attacca, ma dopo il gol si specchia troppo nelle sue qualità, convinta di avere la partita in mano. Velazquez, cercando di sorprendere Ancelotti, sceglie per la prima volta la difesa a tre, con un centrocampo folto e l’ispirato De Paul dietro Lasagna. Il risultato non è granché: i più sorpresi, alla fine, sono proprio i suoi giocatori. In fase d’attacco, grazie ai larghi spazi lasciati dai napoletani, qualcosa succede: Lasagna, dopo un errore di Albiol, impegna l’ex Karnezis. Lo stesso centravanti gira debolmente il suggerimento di De Paul, mentre nel lungo recupero prima dell’intervallo è Pussetto a sprecare l’1-1.

Nel secondo tempo l’Udinese compie il massimo sforzo, alzando ritmo e baricentro e approfittando del calo vistoso del Napoli. Ancelotti si innervosisce con l’arbitro Mariani, mentre la squadra sbaglia tutte le soluzioni quando prova a ripartire, finendo con il perdere distanze e equilibrio. Koulibaly, nel momenti di sofferenza, è un punto di riferimento. Passata la sfuriata, gli azzurri tornano a comandare il gioco: Samir rischia l’autogol, Pussetto salva sul tiro di Zielinski. L’inserimento di Hamsik per Milik anticipa il rigore di Mertens che fa 71 in serie A con il Napoli raggiungendo Higuain e la rete fulminea di Rog. Napoli gode, l’Udinese affonda.

20 ottobre 2018 (modifica il 20 ottobre 2018 | 22:59)

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