Tria: «Manovra correttiva? Nessuno la chiede, quindi la escludo»


«Nessuno ci sta chiedendo una manovra correttiva, quindi la escludo». Parole nette, quelle pronunciate dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria in occasione della giornata conclusiva del Festival nazionale dell’Economia civile, in corso a Firenze, nel corso di un dibattito moderato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. «La crescita — ha aggiunto — è necessaria e non sufficiente, ma ci vuole. In questo periodo siamo di fronte a un rallentamento della crescita europea, si è fermato il motore dell’Europa, la Germania, e la parte produttiva dell’Italia legata al manifatturiero della Germania». Tria ha spiegato che «siamo in una fase della globalizzazione caratterizzata dalla iperconnettività, che ha portato alla polarizzazione della crescita e questo ha portato all’aumento delle disuguaglianze economiche e alla perdita di controllo di queste connessioni, di queste reti. L’impatto di una crescita così squilibrata si ha nei paesi. Non c’è stabilità finanziaria senza stabilità sociale».Se guardiamo al tipo di crescita, questa può essere non inclusiva ma diretta, con un modello sbagliato che porta alla non crescita. Serve dunque una crescita equilibrata e non squilibrata, altrimenti si ha un impatto anche sociale. Inseguiamo la stabilità finanziaria, ma non può esserci senza stabilità sociale».

Scendendo più nel concreto, Tria ha aggiunto che «in questi giorni si approveranno i decreti sblocca cantieri e poi le misure necessarie per contrastare la stagnazione, questo rallentamento. Spero anche prima del Documento di economia e finanza». Il riferimento è ai decreti «sblocca-cantieri» e «crescita» che dovrebbero avere il via libera il 2 aprile. «C’è una spinta nel Paese che si vuole liberare di lacci e lacciuoli, c’è una voglia di fare e non piangersi addosso. In Italia — ha continuato Tria — si è legiferato solo in funzione delle patologie della Pubblica amministrazione, ma non in funzione della fisiologia della Pa. Servono norme per il normale funzionamento della Pa». A proposito dello sblocca cantieri, Tria ha aggiunto che «ci sono nel Paese sensibilità diverse, c’è l’idea che bisogna tenere sotto controllo la corruzione», ma «non credo che in Italia ci sia più corruzione che negli altri Paesi. Quando escono più casi di corruzione questo avviene perché c’è più contrasto».


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