Tria ammette: per la manovra 2020 serviranno «coperture ingenti»


Il nuovo programma di riduzione del deficit pubblico, insieme al finanziamento delle missioni di pace, i rinnovi del pubblico impiego e gli investimenti pubblici, richieder l’individuazione di coperture di notevole entit. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, non nasconde le difficolt della manovra di bilancio che si profila per il 2020, quando ci saranno da trovare almeno 23 miliardi per evitare gli aumenti dell’Iva, quelli per la flat tax estesa alle famiglie e i fondi per finanziare le cosiddette politiche invariate. Mentre la Banca d’Italia lancia un nuovo allarme sulla riduzione del debito pubblico e la competitivit.

Decisioni a ottobre

Il problema di trovare le coperture per la manovra verr fuori, per, solo a ottobre, quando si tratter di mettere mano alla nuova legge di Bilancio. Tra le risorse cui ricorrere il governo individua il taglio delle detrazioni fiscali e una spending review che tuttavia si ferma a un miliardo di tagli strutturali nel triennio. Soprattutto per questo il governo ha scelto, per il momento, di mantenere nei conti gli aumenti dell’Iva. In attesa di definire – scrive Tria nella premessa al Def – le misure alternative di copertura e di riforma fiscale nel corso dei prossimi mesi, in preparazione della Legge di Bilancio 2020.

Rischi per la crescita

Tutto rinviato, dunque, a dopo l’estate, quando il governo spera che anche il quadro della congiuntura sia migliorato. Anche se l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, dopo aver validato ieri le previsioni sulle quali il governo ha costruito il Def, sottolinea i rischi di un ulteriore ribasso della crescita, il governo convinto di poter fare pi dello 0,2% programmato per quest’anno. La strategia definita e confermata: investimenti pubblici, riforma fiscale con la flat tax (per un modello di crescita pi bilanciato scrive Tria), il sostegno alle imprese che innovano, protezione e inclusione sociale.

I dubbi di Bankitalia

Secondo il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, l’Italia ha un problema strutturale evidenziato da una crescita anemica negli ultimi vent’anni, e dalla crisi del 2009-2014 dalla quale il Paese non si ancora completamente ripreso. Abbiamo bisogno di cambiamenti strutturali, servono misure chiare ha detto il governatore, a Washington per i lavori del Fondo Monetario, insieme al ministro Tria. Reddito di cittadinanza e quota 100 avranno un effetto – dice Visco -, ma potrebbero non sostenere la crescita e la produttivita’. Possono aiutare la domanda aggregata, ma non incidono sulla produttivit, che uno dei problemi principali. In Europa non c’ un rischio di recessione, ma fattori temporanei di difficolt, dice Visco. Invitando di nuovo il governo a mantenere sotto controllo il debito pubblico, che invece destinato ad aumentare anche quest’anno.


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