Tria: «Alto debito è un’eredità del passato, ma determinati a ridurlo»


«L’elevato debito pubblico italiano è un’eredità del secolo scorso. Noi siamo determinati a ridurlo in maniera costante e progressiva». Parole e pensieri del ministro dell’Economia, Giovani Tria, che è intervenuto oggi a Washington al Peterson Institute for International Economics. «Al momento non vedo la necessità di adottare una politica di bilancio più stringente o più espansiva», ha aggiunto il ministro spiegando come «guardando alla situazione attuale non dobbiamo cambiare i nostri obiettivi, dobbiamo mantenerli, anche perché le stime sono abbastanza prudenti».

«C’è stato molto rumore sull’Italia e sulla sua nuova coalizione (di governo, ndr.) e sull’Europa. Questa è stata la ragione principale per cui i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono a livelli alti e ancora sembrano eccessivi, anche dopo l’accordo raggiunto con la Ue e nonostante i fondamentali del Paese». «La situazione patrimoniale delle nostre banche è solida e la discesa dello spread rafforzerà questa situazione. Certo, la situazione delle banche risente anche dell’economia reale, speriamo di non entrare in una recessione», ha spiegato Tria. «Sono d’accordo con Mario Draghi che molto debito pubblico diminuisce la sovranità di un Paese perché si chiedono prestiti all’estero. Questo non significa che attualmente l’Italia corra dei rischi. Il nostro livello di debito non è meno sostenibile che in passato. Anche se è un peso che rallenta la crescita dell’economia».

29 gennaio 2019 (modifica il 29 gennaio 2019 | 17:43)

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