Tria all’Eurogruppo: «Non siamo il Paese della finanza allegra»


Il governo M5S-Lega non intende cambiare la manovra 2019, che è stata respinta dalla Commissione europea per il deficit al 2,4% del Pil, e ha riserve sul progetto dell’asse franco-tedesco di bilancio della zona euro come su altre riforme dell’Unione monetaria. Ma nell’Eurogruppo dei ministri finanziari, a Bruxelles, il responsabile dell’Economia Giovanni Tria ha espresso questa linea in modo dialogante, lasciando aperto lo spazio per compromessi con le istituzioni Ue. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato per sabato una cena a Bruxelles per spiegare meglio la posizione italiana al presidente lussemburghese della Commissione Jean-Claude Juncker. Il vicepremier Matteo Salvini della Lega ha comunque premesso che il progetto franco-tedesco di bilancio «se danneggia l’Italia, come pare, non avrà mai il nostro consenso».

«Dire che l’Italia è il Paese della finanza allegra è un falso storico», ha dichiarato Tria a Bruxelles rispondendo sulle solite indiscrezioni di anonimi euroburocrati, che hanno diffuso l’aspettativa di opinioni negative sul deficit e sul maxi debito italiano nella riunione di domani della Commissione europea. E che sarebbe il presupposto per poi chiedere — in assenza di un compromesso con Roma — l’apertura di una procedura d’infrazione. Il ministro dell’Economia ha ricordato che in Italia «da vent’anni abbiamo un surplus primario, tranne un anno in cui c’è stata la grande crisi» e ha esortato la Commissione a «interrompere questa corsa allo scontro, che non ha ragione di esistere» perché «Francia, Spagna e altri Paesi hanno avuto livelli di deficit incommensurabili» e «anche nella storia della finanza pubblica italiana il 2,4% è uno dei deficit più bassi». Pertanto ha auspicato «un dialogo e una convergenza», pur ammettendo che «qualcosa non sta funzionando bene» in Europa. Tria vede pregiudizi nella Commissione europea, dove «c’è l’idea che le politiche espansive si debbano fare solo in recessione, ma io ritengo che in recessione ormai è troppo tardi». Ha aggiunto di monitorare sempre l’andamento degli interessi sui titoli di Stato italiani e di sperare che «lo spread tra poco scenda, quando si vedrà che il nostro deficit al 2,4%, che è il tetto massimo, si dimostrerà tale».

Il presidente portoghese dell’Eurogruppo Mario Centeno ha reso noto apprezzamento per il progetto di bilancio della zona euro, ma ha aggiunto che «c’è ancora lavoro da fare». L’opposizione dell’Olanda ha bloccato l’aspettativa dei ministri francese e tedesco, Bruno Le Maire e Olaf Scholz, di approvazione rapida. Il governo M5S-Lega ha varie riserve (dai fondi annullati per i Paesi con deficit e debito eccessivo fino ai contributi nazionali). Tria, che ha bisogno dell’appoggio di Francia e Germania sulla manovra, si è mostrato dialogante. Ha poi spiegato che «nell’Eurogruppo si è discussa una road map» e che «non tutti sono d’accordo» con la posizione franco-tedesca. Lo ritiene «un percorso difficile da portare a termine in modo molto rapido». L’Italia chiede «di costruire, accanto alle regole fiscali, quella parte delle politiche europee che riguardano il sostegno alla crescita, alla coesione e alla convergenza». Scholz ha detto che tutti condividono «le debolezze della zona euro e la necessità di rafforzarla», ma «restano ancora alcune domande su come il bilancio potrà funzionare».

19 novembre 2018 (modifica il 19 novembre 2018 | 22:51)

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