Torna l’EY Capri Digital Summit, la trasformazione digitale sotto la lente


Milano, 12 settembre 2018 – 16:25

Un sondaggio a tutto campo di EY e Ipsos registra un miglioramento dell’ottimismo sul futuro del Paese e l’aumento degli investimenti nelle nuove tecnologe, ma la crescita rimane lenta



Oggi siamo nell’era delle nuove tecnologie, della quarta Rivoluzione industriale, dell’ultra connessione. Ma quando nella pratica si parla di digital transformation o trasformazione digitale di un’impresa, cosa si intende? Per trovare una definizione, possiamo dire che quell’insieme di cambiamenti di natura tecnologica operati all’interno di un ecosistema per integrarne o cambiarne gli assetti tradizionali. Ma non solo questo.

Anche fare il sito internet fa parte della digital transformation; come lo creare una pagina Facebook o Instagram. Non si parla quindi esclusivamente dell’adozione dei grandi software e crm gestionali programmati da Oracle o Sap, ma di tutte quelle prassi quotidiane digitali (come utilizzare Google Drive per le foto o i documenti per intenderci) che vanno a integrare o cambiare qualcosa che prima veniva fatta in maniera non digitale. In linea a questa definizione pi ampia, Ernest & Young (ora solo EY), una delle maggiori compagnie di revisione contabile e consulenza aziendale, ha condotto assieme a Ipsos, un sondaggio a tutto campo focalizzato sulla Digital Transformation, che verr poi illustrato nel dettaglio al EY Capri Digital Summit, questi 3-4-5 ottobre.

Le anticipazioni dello studio stimolano le riflessioni pi disparate e spiegano lo scenario italiano cos com’ oggi, cio pieno di chiaroscuri. Non sorprende osservare come nel sondaggio, l’Italia venga vista meglio dagli stranieri che dagli stessi italiani. Si registra per un miglioramento del sentiment (sia della popolazione che delle imprese) sul futuro del Paese. Al contrario, non cresce quello dei consumatori, che rimane stazionario. Continua il trend di fiducia della popolazione nelle imprese italiane, in particolare nelle piccole e medie aziende (72%), contro il solo 55% nei confronti delle grandi compagnie (anche se migliorato rispetto all’anno scorso del 7%). Continua l’espansione della diffusione di Internet tra la popolazione, 2 persone su 3 nel 2017 hanno utilizzato la rete e quasi 1 su 2 la utilizza tutti i giorni. Ma rimane lo sconcertante dato che circa il 30% delle famiglie italiane risulta ancora privo di qualsiasi tipo di connessione a internet.

Per quanto riguarda le aziende, dai dati Istat emerge che anch’esse si stanno muovendo verso la digitalizzazione: nell’ultimo triennio hanno investito in particolare nella sicurezza informatica (il 45%) e delle applicazioni web e mobili (28%). Ciononostante il livello di digitalizzazione delle aziende ancora troppo basso, soprattutto per l’89% delle piccole imprese, contro la quasi met delle compagnie di grandi dimensioni (48%) ad avere un livello molto elevato. 

Il Paese ha di fronte alcune sfide cruciali per la sua crescita, la prima delle quali senz’altro la trasformazione digitale. Commenta Donato Iacovone, Amministratore Delegato di EY. E’ necessario investire a livello di sistema e di imprese nelle infrastrutture e nelle tecnologie destinate all’economia digitale, senza le quali si rischia un ritardo importante nel rafforzamento del potenziale competitivo del Paese. E’ indispensabile anche fare uno sforzo culturale e formativo, destinato soprattutto alle aziende di piccole e medie dimensioni, per accelerare l’ingresso delle strutture produttive e di servizi nel mondo digitale. C’, infine, un grande spazio di crescita per l’occupazione qualificata a condizione di spingere il sistema educativo e l’interesse dei nostri giovani verso la conoscenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali. Il tema della formazione digitale (cos come il resto dell’indagine) verr discusso al Digital Summit di Capri.

12 settembre 2018 | 16:25

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