Torino, in piazza il popolo del sì: «Siamo trentamila» –


«Vogliamo dire sì agli investimenti su eventi artistici, sportivi, culturali. Vogliamo dire sì alla Tav, alla metropolitana, a una città sicura ed efficiente, attenta alle persone nella gestione dei servizi pubblici», aggiunge Patrizia Ghiazza, anche lei una «madamina», «signora» in piemontese, come sono state battezzate le organizzatrici. Sul pullman scoperto utilizzato come palco anche Mino Giachino, sì Tav della prima ora e convinto sostenitore dell’importanza delle grandi opere. Non rinnega il passato da politico, la lunga militanza in Forza Italia, ma la tiene lontana per evitare le strumentalizzazioni. In piazza, infatti, non ci sono bandiere di partito, solo tricolori e stendardi raffiguranti i cinque cerchi olimpici.

Perché quello che parte da Torino «è un messaggio forte e chiaro che riguarda tutta l’Italia – sottolinea il presidente degli industriali torinesi, Dario Gallina – Un messaggio per le grandi opere, per il nostro futuro, le nostre imprese, per il lavoro e le future generazioni». L’appello, sottolinea il presidente di Api Torino Corrado Alberto, «è corale» ed è «pieno di significato per chi ci governa». All’interno della maggioranza giallo-verde, però, le posizioni non sembrano cambiare. «Io sono sempre convinto che è un’opera cominciata è sempre meglio finirla, però nel contratto c’è l’analisi costi benefici, aspettiamo i risultati», ribadisce Matteo Salvini.

«Se l’analisi ci dirà che fare l’opera è un sacrificio economico, e dunque comporterà un grosso debito per gli italiani, l’opera chiaramente non si farà», è la posizione del sottosegretario M5S agli Affari Esteri Manlio Di Stefano, mentre i 5 stelle piemontesi annunciano l’adesione alla manifestazione No Tav del prossimo 8 dicembre. Le distanze insomma restano, così come le critiche delle opposizioni. Per il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi nella piazza di Torino «c’è l’Italia vera, che lavora e produce, che vuole costruire il futuro, che dice sì alla crescita e no alle follie falso-ambientaliste del Movimento Cinque Stelle».

«Inizia la fine di chi dice solo no», sostiene l’ex premier Matteo Renzi; da Torino arriva «un messaggio forte e chiaro – aggiunge il segretario uscente del Pd Maurizio Martina – contro il governo dei no». «Massimo rispetto per chi manifesta, ma nessuna lezione da chi ha lasciato solo problemi giganteschi da risolvere – è la risposta del ministro Danilo Toninelli – L’unica loro ancora di salvezza elettorale è far credere alla gente che il M5S sia fatto di soli no. Dire no al loro modo di fare è l’essenza stessa del nostro impegno di governo – conclude – poi c’è il nostro segno del cambiamento, fatto di quei tanti sì che in questi mesi abbiamo già dato».​


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