Torino. Azzurro Belotti: «Sono italiano, certo che tengo alla Nazionale»


Alberico c’era e per Belotti è stata una cuccagna. Alberico Evani è amico e assistente del commissario tecnico Roberto Mancini. Domenica era per lui a Genova, sotto la pioggia di Samp-Torino. Il selezionatore aveva preferito Lazio-Spal. Così poi è toccato a Evani spiegare perché nell’ultimo giro di convocazioni azzurre anche il blucerchiato Gianluca Caprari fosse stato preferito ad Andrea Belotti. Pare sia stato convincente: meglio richiamare il Gallo, già per la sfida contro il Portogallo. Un amico e un bomber ritrovato.

La pioggia (di gol), la prima doppietta stagionale del capitano granata (dopo 479 minuti di astinenza), potrebbero aver cancellato le impronte, come succede nei vicoli di Parigi, sulla scena del delitto, in una nuova serie tv del commissario Maigret.

Belotti è decisamente bergamasco e detesta certi retro pensieri parigini. Quindi taglia corto: «Sono italiano, è normale che voglia indossare la maglia azzurra. La mancata convocazione fa male, ma so che tutto passa per le prestazioni con il Toro». Se qualcosa cambierà si capirà venerdì quando Mancini dovrebbe ufficializzare le convocazioni. Indiscrezioni, attendibili: il nome di Andrea Belotti dovrebbe esserci, Mancini ha cambiato idea.

Non lo ha fatto Walter Mazzarri. È dal ritiro estivo che il tecnico vede crescere il capitano, il suo attaccante gli piace, non ne ha mai fatto mistero. Lo ha appena paragonato a Edinson Cavani, diventato grande con l’allenatore toscano. «Senza fase difensiva non c’è fase d’attacco, chi pensa il contrario parla di un altro sport, che per me non è il calcio», è il dogma nello spogliatoio granata. Cavani arrivò da Palermo attaccando da sinistra, difendendo poco o nulla. Mazzarri lo accentrò, gli insegnò a difendere.

Al centro dell’attacco sta anche Belotti, che negli ultimi mesi ha affinato la sua già buona predisposizione al sacrificio.

Il capitano ringrazia Mazzarri, anche per il paragone con Cavani: «Fa piacere, è un grande attaccante, spero di arrivare a fare quello che ha fatto lui». Mazzarri ci crede, il presidente del Torino anche. Ieri, a Radio24, Urbano Cairo ha parlato anche del capitano: «Sono contento per Belotti, ma soprattutto per la squadra, che ha creato tanto. Ho visto una bella prestazione, solida, compatta. Voto alla squadra? Come direbbero Cochi e Renato “bene, bravo, 7+”. Potrebbe anche essere un voto più alto, ma voglio tenere un profilo basso».

In alto, però, Cairo sale con Salvatore Sirigu: «Sirigu è una sicurezza incredibile. Per carità, Donnarumma è il futuro della Nazionale, ma oggi Il nostro portiere ha qualcosa in più». Senza radici non c’è albero che regga.

5 novembre 2018 (modifica il 5 novembre 2018 | 22:19)

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