testa «nuova arma ultramoderna» –


Il leader della Corea del Nord Kim Jong-un ha supervisionato il test di una «nuova arma ultramoderna». L’annuncio ha generato l’attenzione dei media a causa della promessa fatta nel 2018 da Kim sullo stop ai test missilistici e nucleari.

A farlo sapere è stata l’agenzia di Stato nordcoreana KCNA che ha diffuso la notizia della presenza del leader supremo al test di un’arma high-tech in grado di «aumentare le capacità di difesa del Paese». Era da un anno che Pyongyang non diffondeva informazioni relative a nuovi test. Solo un anno fa, nel novembre del 2017, la Corea del Nord aveva annunciato il test del missile balistico intercontinentale Hwasong-15. Il nuovo comunicato tuttavia non dà ulteriori particolari sul tipo di arma testata ma fa sapere che il progetto era stato avviato dal padre di Kim Jong un, morto nel 2011. Kim Jong Il avrebbe seguito personalmente e “passo dopo passo” gli sviluppi del programma, portato avanti dal regime negli anni successivi.

Per l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, che cita una fonte anonima, l’arma potrebbe essere un pezzo d’artiglieria a lungo raggio. A differenza delle armi strategiche, come i missili balistici intercontinentali, armi come quella testata da Kim non pongono una minaccia per i Paesi a distanze remote come gli Stati Uniti. Per questo motivo l’annuncio non sarebbe diretto a Washington – spiega Yonhap – ma potrebbe essere stata diffusa a uso e consumo della platea nazionale e per rassicurare i cittadini che la Corea del Nord è un Paese militarmente forte. L’annuncio però arriva quando Corea del Sud e Marina Usa sono impegnati in esercitazioni militari di lieve entità al largo della penisola coreana. Questo potrebbe portare a pensare che il test sia qualcosa in più di una semplice operazione di routine, visto che la sospensione delle manovre militari è un noto punto di frizione tra Pyongyang e Washington. L’ultimo test inoltre è stato annunciato appena dopo la demolizione di parte dei posti di guardia della Corea del Sud nella zona demilitarizzata a ridosso del confine che divide in due la penisola, elemento che faceva parte di un accordo tra il presidente sudcoreano Moon Jae in e Kim Jong un per evitare possibili incidenti e ridurre le tensioni. Ancora l’agenzia Yonhap chiarisce però che il test della nuova arma high-tech non meglio specificata non implica in alcun modo che la Corea del Nord abbia abbandonato i negoziati sulla denuclearizzazione.

I negoziati tra Corea del Nord e Stati Uniti si sarebbero arenati da tempo a causa della richiesta di Pyongyang di “misure equivalenti” da parte di Washington ad alcuni passi in avanti fatti dal regime, come lo smantellamento del sito atomico di Yongbyon, complesso ritenuto il più grande del Paese. La Corea del Nord continua a chiedere agli Stati Uniti un accordo sulla fine della Guerra di Corea e l’alleggerimento delle sanzioni internazionali, mentre gli Usa insistono sul punto che nessuna concessione arriverà fino alla «completa, verificabile e irreversibile denuclearizzazione della penisola coreana».

Lunedì 12 novembre il New York Times era ritornato sulla questione con un report che svelava l’esistenza di siti missilistici nascosti tra le montagne del Nord della Corea. L’informazione era stata poi approfondita da altre analisi che hanno rilevato che i missili, comunque non a lungo raggio né capaci di trasportare armi nucleari, erano già noti tra le armi dell’arsenale di Kim Jong un.


Venerdì 16 Novembre 2018, 20:16
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