terzo giorno di proteste –


(ANSA) – ISLAMABAD, 2 NOV – Non si placa l’ondata di proteste
che da tre giorni stanno quasi paralizzando numerose città del
Pakistan in seguito all’assoluzione della donna cristiana Asia
Bibi da parte della Corte Suprema, che il 31 ottobre l’ha
scagionata dall’accusa di blasfemia per cui era stata condannata
a morte. Il rilascio della donna non è peraltro ancora avvenuto,
e sembra essere stato ritardato proprio a causa delle proteste.
Oggi le scuole e le università sono rimaste chiuse dopo che
Khadim Hussain Rizvi, leader del partito radicale islamico
Tehreek-e-Labbaik, ha annunciato che i suoi colloqui con il
governo contro la liberazione di Asia Bibi sono falliti. Rizvi
ha allo stesso tempo esortato i suoi seguaci a continuare
proteste e sit-in, mentre le autorità hanno convocato le forze
paramilitari per ristabilire l’ordine. Oltre 2000 manifestanti
hanno bloccato la strada principale tra Islamabad e Rawalpindi.
L’assoluzione di Asia Bibi è arrivata dopo quasi 10 anni e un
calvario giudiziario che ha mobilitato mezzo mondo.


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