Tercas, Popolare Bari chiederà danni per oltre mezzo miliardo alla Ue


Quello che chiederemo lo vedremo fra due mesi, quando sar tutto certo. Le prime parole pronunciate da Marco Jacobini, presidente della Banca popolare di Bari, dopo la sentenza della corte Ue che ha accolto il ricorso contro la decisione con cui la Commissione europea blocc l’intervento del Fondo di tutela dei depositi, il Fitd, nel salvataggio di Tercas, fanno capire che l’istituto barese intenzionato a rivalersi rispetto ai danni ricevuti dallo stop di Bruxelles. Nel momento in cui venuta fuori la storia — ha aggiunto Jacobini a margine dell’Esecutivo dell’Abi di due giorni fa — andato via un miliardo di raccolta. Per quantificare i danni, valutati in oltre 500 milioni, i legali hanno almeno due mesi di tempo a disposizione, ovvero i 60 giorni che occorrer attendere per l’eventuale ricorso della Commissione contro la sentenza del Tribunale Ue. Il ragionamento dei legali, per, a pi largo raggio: con il no al salvataggio di Tercas attraverso l’intervento del Fitd, la banca ha dovuto restituire al Fondo circa 300 milioni di euro, un’importante emorragia di liquidit che ha incoraggiato gli azionisti a mettere in vendita le azioni, con conseguenze sulla liquidit dei titoli, l’obbligo di quotazione al mercato Hi-Mtf, il calo del prezzo delle azioni e la protesta dei soci per un titolo non liquidabile.


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