Taglio pensioni d’oro fino al 20 per cento per alimentare un fondo di cittadinanza


ROMA — Un taglio che potrebbe arrivare fino al 20 per cento e che alimenterebbe un fondo ad hoc da cui «pescare» per aiutare «particolari categorie di soggetti». Una sorta di contributo di solidarietà da chi riceve tanto a chi invece ogni mese ha una pensione sotto il livello minimo dei 500 euro. Va in questa direzione il taglio delle pensioni d’oro tanto caro al Movimento Cinque Stelle, archiviata l’ipotesi di un ricalcolo contributivo degli assegni d’oro.

Prelievo sopra ai 90mila euro lordi (per 5 anni)

L’obiettivo resta sempre quello di ridurre gli assegni superiori ai 4.500 euro mensili (90mila euro lordi l’anno), ma attraverso un prelievo modulato in base ad almeno 5 scaglioni. La misura riguarderebbe circa 28mila persone e comunque resterebbe valida solo per 5 anni. Un limite temporale fortemente voluto dalla Lega per arginare i rischi di ricorsi che invece avrebbe corso la proposta Cinque Stelle. La novità fa parte del pacchetto previdenza collegato alla legge di Bilancio e comincerà l’esame del Parlamento dal 5 novembre.

Gli scaglioni

Le nuove disposizioni «per favorire l’equità del sistema previdenziale» non si applicano alle pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo, mentre per il sistema misto il taglio è il risultato del rapporto tra l’anzianità contributiva maturata nel sistema di calcolo retributivo e l’anzianità contributiva totale. Le ipotesi ancora allo studio prevedono una percentuale di prelievo tra l’8 e il 10% per le pensioni dai 90 ai 130mila euro, tra il 12 e il 14% per quelle fino a 200mila euro, tra il 14 e il 16% fino ai 350mila euro, tra il 16 e il 18% fino ai 500mila euro, del 20% per le pensioni sopra i 500mila euro. Sono escluse le pensioni di invalidità, quelle per le vittime del dovere o di azioni terroristiche e quelle riconosciute ai superstiti.

Il Fondo per le pensioni di cittadinanza

Il taglio delle pensioni d’oro prevede quindi l’istituzione all’Inps di un «Fondo risparmio» per «garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti». L’intenzione del governo è utilizzare le risorse di questo fondo per le pensioni di cittadinanza, quelle pensioni che (insieme al reddito di cittadinanza) servono per aumentare le pensioni minime facendole arrivare a 780 euro, la soglia minima di povertà relativa. Nella bozza di legge sul taglio delle pensioni d’oro però si legge anche che «l’utilizzo delle risorse è bloccato per un periodo di tre anni, a decorrere dalla entrata in vigore della presente legge». Ma i primi assegni delle pensioni di cittadinanza dovrebbero partire già dal prossimo gennaio.

cvoltattorni@corriere.it

27 ottobre 2018 (modifica il 27 ottobre 2018 | 20:40)

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