Susanna Dinnage rinuncia a sorpresa a incarico di ad della Premier League


Il classico fulmine a ciel sereno. Susanna Dinnage, 51 anni, presidente mondiale dei canali tv di Animal Planet (gruppo Discovery) ha rinunciato all’incarico di amministratore delegato della Premier League, ruolo in cui doveva entrare in carica all’inizio del prossimo anno.

Le ragioni

Una scelta clamorosa, visto che per giungere al nome di Dinnage, la Premier League aveva intrapreso una selezione durata mesi. La scelta della manager poi doveva essere approvata con voto unanime dai 20 club di Premier cosa che era puntualmente avvenuta. Ma cosa ha spinto a rinunciare al più importante incarico gestionale calcistico al mondo con la sola eccezione di quelli federali? Ufficialmente non c’è risposta. C’è chi parla di problemi personali, ma, secondo diversi quotidiani inglesi ima delle regioni va trovata nell’arrivo della Brexit il prossimo 29 marzo. Dinnage, da sempre appassionata di calcio tanto da essere da anni un’abbonata del Fulham, sarebbe infatti convinta che con la Brexit comincerà il declino del calcio inglese e di conseguenza della Premier League.
Perché? La risposta sarebbe nelle nuove regole che verrebbero introdotte in materia di giocatori stranieri. Attualmente infatti i cosidetti calciatori comunitari sono equiparati a quelli britannici. Da fine marzo non sarebbe più così, ma rientrerebbero nella diversa disciplina dei calciatori extracomunitari. Quest’ultima prevede che per chiunque intenda risiedere in Gran Bretagna vada concesso un permesso di residenza. Inoltre il calciatore straniero deve ottemperare ad almeno altri due criteri: 1) Deve aver partecipato ad almeno il 75% (30% per le prime dieci squadre del ranking FIFA) delle gare della rispettiva nazionale negli ultimi due anni.
2) Deve appartenere ad una nazionale che si collochi in una posizione pari o superiore alla 70esima posizione della graduatoria Fifa.
Un concetto patriottico in cui l’arrivo dello straniero viene concepito solo come l’arrivo di un calciatore che sia in grado di dare lustro alla Premier League e al Regno Unito.
Peccato che oltre il 70esimo posto della classifica Fifa vi siano molte nazioni africane vero e proprio serbatoio di giovani talenti del calcio mondiale. Il cui arrivo in Premier era finora garantito dall’acquisizione di una nazionalità francese, portoghese, italiana o spagnola.
Ora non sarà più così, a meno di nuovi, clamorosi, cambiamenti delle attuali regole che, al momento, non sono in vista. La Dinnage lo avrebbe capito e avrebbe quindi deciso di dire no al prestigioso incarico.

31 dicembre 2018 (modifica il 31 dicembre 2018 | 11:01)

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