SuperG, Paris favorito da un tracciato che ricordava quello della discesa


La pista Stelvio di Bormio ripida con neve dura e ghiacciata. Sconsigliabile in questa condizioni tracciare un SuperG, seppur filante, con porte angolate. Perch ne uscirebbe un tracciato troppo lungo, 1’50”, impossibile da metabolizzare muscolarmente, in quelle condizioni di neve e di pendio, dalla maggioranza degli atleti. Quindi aumentando il pericolo di cadute. Paradossalmente, per salvaguardare l’incolumit degli sciatori, molto pi sicuro un tracciato pi veloce, porte pi distanti e meno angolate che consentono anche agli atleti di sfruttare gli spazi di “fuga”. Da elogiare quindi l’allenatore austriaco, tracciatore del Super G di Bormio, che disponendo le porte per questa gara, ha di fatto ricalcato in buona parte il tracciato della libera di venerd. Un invito a nozze per Paris, fortissimo sul filante veloce, a disagio quando le porte sono pi angolate. Non un caso che l’altoatesino, a fronte di 9 successi in discesa, sino ad oggi avesse vinto solo un SuperG , a Kitzbuehel, su una pista sufficientemente stretta dove in quella specialit obbligatorio disporre porte non angolate e distanti, che poco si discostano dal tracciato della libera.

Paris, grazie ad una forza muscolare ed una resistenza non comuni, ha rivinto a Bormio ancora una volta sul finale, con un solo centesimo di scarto su Matthias Mayer, bicampione olimpico in libera e SuperG, sicuramente lo sciatore tecnicamente pi completo nella velocit. Ma a differenza di Paris e della squadra azzurra non ha potuto sfruttare tre giornate di allenamento , prima di Natale, sulla pista Stelvio, gi preparata con le caratteristiche di gara. Una scelta eticamente poco corretta, perch consentita solo agli italiani e chiusa agli stranieri, ma che ha dato i suoi frutti. Per di pi abbondanti.

29 dicembre 2018 (modifica il 29 dicembre 2018 | 14:20)

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