Supercoppa, Dossena d’Arabia: «Hanno passione e le loro regole»


Beppe Dossena, se diciamo Gedda cosa sono le prime cose che le vengono in mente?

Il caldo, i colori, gli odori. I centri sportivi all’avanguardia gi allora. E un ambiente particolare in cui ti devi calare, con una certa capacit di adattamento. Perch non sempre semplice.

Non lo fu nemmeno per lei?

In realt s: non bevo, non fumo, ero l con mia moglie e la famiglia al completo. Vivevamo a cinquanta chilometri da Gedda, che una specie di Las Vegas. I figli andavano alla scuola internazionale. Abbiamo tutti un bel ricordo di quel periodo. Poi chiaro che c’erano delle regole: mia moglie usciva velata, andava nelle banche o in altri negozi per sole donne. Quando entravamo al ristorante andavamo nella sezione per famiglie, mentre se mi recavo col mio staff, ci sedevamo nella zona per soli uomini.

Un po’ come allo stadio per Milan-Juve?

S, ma quella per le donne allo stadio un’apertura recente e per loro storica. Non si pu pretendere di ragionare con i nostri parametri.

Le polemiche che ci sono state in Italia attorno alla Supercoppa come le considera?

Fuori tempo massimo, perch si sapeva da agosto di questa partita. E non hanno nemmeno ragione di essere perch per gli arabi questo comunque un passo in avanti. Anzi, la partita mi sembra uno strumento utile per mostrarsi al mondo e muovere ulteriormente qualcosa nella loro societ.

L’esperienza da allenatore come fu?

Sono stato contattato da un appassionato di calcio italiano, dopo l’esperienza di Donadoni a fine carriera. Sono andato per curare l’accademia, ma poi il tecnico della prima squadra stato allontanato e quindi sono subentrato, vincendo la Coppa nazionale. Per poi venire, a mia volta, esonerato. Facevo gli allenamenti alle 23 per evitare il grande caldo e in mesi come questi, quando alla sera la temperatura pu scendere a 18-20 gradi, i giocatori si presentavano coi guanti. Ho portato anche un calciatore italiano, Michele Gelsi, che a Pescara era stato capitano di Allegri e rimase alcuni mesi.

I progressi del calcio in Arabia sono stati in linea con le premesse di allora?

S, nonostante su alcuni aspetti siano rimasti ancora un po’ indietro sono ambiziosi e hanno entusiasmo: partecipano ai Mondiali, in Asia se la giocano con le pi forti, gestiscono nel modo migliore il periodo del Ramadan. La passione davvero tanta.

Lei ha allenato anche in Ghana, in Libia, in Albania, in Etiopia. Come si colloca l’Arabia in questo bagaglio umano e professionale cos ricco e insolito?

Subito dopo il Ghana, dove sono rimasto tre anni e ho ancora diversi contatti. In Arabia fu pi difficile creare dei legami, ma a Gedda ci tornerei volentieri.

Gonzalo Higuain invece ci va controvoglia secondo lei?

Le pressioni sono forti, ma le dichiarazioni di Gattuso fanno pensare che qualcosa davvero non vada per il verso giusto. vero che i giocatori sono umani e che tra l’altro Higuain andrebbe servito in modo diverso, ma la fragilit che mostra eccessiva.

Cristiano Ronaldo invece inscalfibile?

Cos pare. Finora ha gestito bene le accuse che gli arrivano dagli Stati Uniti, anche grazie alla societ e alla squadra, che non perde mai un colpo.

Il pronostico per mercoled sbilanciato a favore della Juve. davvero cos?

Sembrerebbe di s. Ma il condizionale sempre d’obbligo prima di certe partite.

13 gennaio 2019 (modifica il 13 gennaio 2019 | 22:37)

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