Suarez e Messi ipotecano la Liga: Barcellona-Atletico Madrid 2-0 –


BARCELLONA (SPAGNA) – Game over. L‘88ª edizione della Liga può considerarsi bella e conclusa. Il Barcellona, complice l’espulsione suicida di Diego Costa che perde completamente le staffe dopo una mezz’ora scarsa e si fa cacciare, è ormai a un passo dal suo 26º scudetto. Merito della testardaggine di Luis Suarez e Messi, che nei minuti finali trovano il modo per superare un Oblak che fino a quel momento era parso insuperabile. È festa grande al Camp Nou. 

TUTTO SULLA LIGA

TUTTA L’ARTIGLIERIA – Nessuna tentazione di turn over per Ernesto Valverde, che se ne infischia della suggestiva trasferta Champions di Old Trafford di mercoledì prossimo e getta in campo, fin dal primo minuto, la squadra delle grandi occasioni. Indisponibile solo Dembelé tra i titolari, il Txingurri completa il tridente offensivo con Coutinho, nuovamente schierato a fianco degli intoccabili Luis Suarez e Messi. Simeone, determinato a giocarsi al meglio le ultime chance per riaprire la corsa scudetto, si affida al medesimo undici che aveva battuto per 2-0 la Juventus nell’andata degli ottavi di Coppa Campioni, con l’unica eccezione di Santiago Arias sulla corsia destra, al posto di Juanfran, che stavolta parte dalla panchina.


Punizioni, Messi supera CR7

LEGNO – Un quarto d’ora di studio e, poi, ecco il primo lampo di Messi, che mette Jordi Alba solo davanti ad Oblak. Tocco morbido, ma la palla finisce sul palo. Ormai il ghiaccio è rotto ed ecco il testardo Luis Suarez calciare sopra la traversa, dopo un primo tentativo che sbatte sul corpo del connazionale Godin. Cambio di fronte e tocca a Griezmann, fischiatissimo per lo stentoreo no al Barça della scorsa estate, testare i riflessi di Ter Stegen.


Valverde: “Barça Messi-dipendente? Chi non lo sarebbe?”

CORTOCIRCUITO – La svolta della gara arriva poco prima della mezz’ora. Un’azione corale dei catalani si chiude con un miracolo di Oblak, che dice no a un tiro a botta sicura del vivace Coutinho. Pochi istanti ed eccoti il solito Diego Costa che perde le staffe e grida davanti al naso del signor Gil Manzano qualcosa d’irripetibile. È rosso diretto, per lo sconcerto di Simeone, che si vede costretto a richiamare lo sconsolato Arias, che cede il posto ad Angel Correa, con i colchoneros che si ridisegnano in un 4-3-2, con Thomas che scala a fare il terzino destro. Duro colpo per l’Atleti, che una decina di minuti dopo rischia di farla grossa con Godin, che serve involontariamente un assist a Suarez, che però non ne sa approfittare. Si chiude con due tentativi di Messi e ancora Coutinho, ma Oblak alza la saracinesca.

È FATTA – La ripresa si apre con un Atletico ragionevolmente serrato che tenta di agire di rimessa e un Barça che prova a far circolare pazientemente il pallone, in attesa d’incontrare la breccia giusta. Il primo a provarci è Messi, ma Oblak si fa trovare pronto. Al 12’, poi, Simeone decide di giocare al rischia tutto e lancia nella mischia Morata per il terzino Filipe Luis. A creare una nuova occasione, però, sono i campioni in carica, con una serpentina di Messi che si chiude con un assist per Luis Suarez, ma spunta nuovamente il portiere sloveno a risolvere tutto. Leo, allora, decide di fare tutto da solo, ma l’estremo difensore ospite si conferma più che reattivo, negandogli altre due occasioni limpide. La strenua resistenza colchonera, però, crolla nel finale, quando Luis Suarez trova la traiettoria vincente su cui non può nulla Oblak. Un giro di lancetta e Messi cala il bis. 33 gol per Leo, 20 per il socio uruguaiano e inizia il conto alla rovescia per la festa scudetto.

@andydepauli




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