Steve Eisman al Salone del Risparmio: «Mario Draghi? Meglio di Dio: ci ha messo un giorno per salvare l’euro»


«Io mi baso ampiamente sui dati e in questo momento i dati non indicano una recessione», è il messaggio (confortante) che arriva da Steve Eisman, l’investitore che seppe anticipare, guadagnandoci, lo scoppio della bolla immobiliare nel 2008 e alla cui vicenda è ispirato il film «The Big Short» (La grande scommessa in italiano, pellicola del 2016), uno degli ospiti più attesi del Salone del Risparmio di Milano. «Ci può sempre essere una recessione in cui la gente perde i suoi soldi. Ma non vedo una crisi finanziaria da nessuna parte», assicura l’attuale senior portfolio manager di Neuberger Berman a margine della conferenza che l’ha visto protagonista. Ai microfoni dell’Economia del Corriere Eisman ha assicurato che «sì, è questo il momento di investire sulla sostenibilità», che è il tema centrale della tre giorni del risparmi gestito. E si è detto soddisfatto dell’interpretazione del suo personaggio regalataci da Steve Carell. «Non pensavo a quell’epoca di essere così arrabbiato come lui mi ritrae — ha detto il manager — . E invece sì, devo ammettere che lo ero».

Oggi il senior portfolio manager di Neuberger Berman, società newyorchese di asset management con oltre 300 miliardi di dollari di masse gestite, lavora ancora, nonostante dieci anni fa abbia guadagnato 185 milioni di dollari scommettendo contro il mercato immobiliare americano, la cui crisi è all’origine della Grande crisi del 2008. E ha ancora le idee (molto) chiare. Basti vedere che cosa pensa di Mario Draghi. «Meglio di Dio — ha detto alla conferenza — Dio ci mise sei giorni a creare l’Universo. A Draghi sono bastate cinque parole (We’ll do whatever it takes) per salvare l’euro».


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