Steve Bannon pronto a diventare il “consigliere politico” di Orban –


Steve Bannon, ex stretto collaboratore di Donald Trump nonché ideologo della destra americana, ha in questi giorni dichiarato di essersi accordato con il primo ministro ungherese Viktor Orbán al fine di divenire “consigliere politico” di quest’ultimo in vista delle elezioni europee del 2019.

Intervistato dal network radiofonico francese Rtl, il politico americano ha affermato di avere avuto negli ultimi mesi “diversi incontri” con il premier magiaro, durante i quali i due avrebbero delineato un’“efficace strategia comunicativa” da attuare durante la campagna elettorale per il rinnovo dell’europarlamento. Orbán avrebbe quindi deciso di inserire l’ideologo della destra americana all’interno della propria équipe. Oltre all’ex consigliere di Trump, anche John McLaughlin, sondaggista di fiducia di Bannon, collaborerà con lo staff del leader di Fidesz durante la campagna per le europee. Nel corso dell’intervista, il politico statunitense ha dichiarato: “Le elezioni europee saranno una sfida tra due visioni del mondo, ossia tra l’esaltazione del globalismo, promossa da Francia e Germania, e il patriottismo propugnato da leader carismatici come Orbán. Il primo ministro ungherese ha accettato di avvalersi della mia collaborazione al fine di rendere i cittadini europei pienamente consapevoli della necessità di contrastare con decisione, in nome delle tradizioni nazionali, l’aberrante ideologia promossa dalla Merkel e da Macron.” L’ex collaboratore di Trump ha poi annunciato di volere istituire la sede della sua fondazione, The Movement, proprio a Budapest: “La capitale ungherese sarebbe la sede ideale per la mia fondazione. Orbán si è sempre dichiarato entusiasta riguardo all’ipotesi di trasformare Budapest nel principale teatro delle attività promosse dal movimento sovranista europeo. Spero che l’inaugurazione della sede possa avere luogo entro dicembre.”

Il primo ministro magiaro non ha finora rilasciato commenti ufficiali riguardo all’ingresso di Bannon nella propria cerchia di collaboratori. Il leader di Fidez, tramite un suo portavoce, si è limitato a ribadire “pieno sostegno” alle iniziative di The Movement nonché ad annunciare che i “valori globalisti” saranno presto rigettati, in nome del progetto sovranista e degli ideali patriottici, dai milioni di cittadini europei chiamati a rinnovare l’assemblea di Strasburgo.


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