Spread a 306, Borsa di Milano a -1,28%,


Ancora una apertura negativa per Piazza Affari dopo giorni di calo pressoché costante. Nella prima mezz’ora di contrattazione l’indice Ftse Mib sta perdendo l’1,28% e si sta allontanando da quota 20 mila punti per spingersi verso la soglia dei 19mila (adesso è a 19.465). In rialzo anche lo spread Btp Bund, passato da 296 punti della chiusura di mercoledì ai 306 punti dell’apertura odierna, un livello cui è associato un rendimento del Btp decennale del 3,57%.

Giù i listini europei

Negative anche le Borse europee che pagano lo scivolone di Wall Street. Nei primi minuti di contrattazioni fioccano i segni meno, con il Dax di Francoforte che lascia sul terreno l’1,15% a 11.579 punti e il Cac40 di Parigi che perde l’1,45% a 5.131,8 punti. Giù anche il Ftse 100 di Londra, che indietreggia dell’1,33% a 7051 punti. Ieri per Wall Street è andata in scena la seduta peggiore dallo scorso febbraio. Sotto il fuoco delle vendite il settore tech, che ha evidenziato la perdita più forte in sette anni. Il Nasdaq arretra infatti del 4,08%, mentre il Dow Jones ha lasciato sul terreno il 3,15%. Chiusura in netto ribasso, questa mattina, anche per le Borse asiatiche con il Topix di Tokio in arretramento del 3,52% .

Cina in profondo rosso

Particolarmente pesante il bilancio alla chiusura delle piazze della Cina continentale, contagiate dalla caduta di Wall Street e dalle preoccupazioni per la guerra commerciale tra Usa e Cina. Al termine delle contrattazioni l’indice composito della Borsa di Shanghai ha ceduto il 5,22% fermandosi a 2.583,46 punti, il suo livello piu’ basso di chiusura da novembre 2014. La Borsa di Shenzhen ha perso il 6,45% chiudendo a 1.293,9 punti.

Lagarde: «L’Italia rispetti le regole»

Intanto al vertice del Fmi a Bali, la presidente Christine Lagarde ha sottolineato che l’Italia, in quanto membro dell’Unione Europea, deve «rispettare le regole del gruppo» in termini di disciplina fiscale. «Quando fai parte di un club e decidi di rimanerci, allora devi rispettarne le regole», ha precisato.

Giusto aumentare i tassi

Christine Lagarde, ha inoltre difeso i rialzi dei tassi d’interesse negli Usa definendoli «uno sviluppo necessario», dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva accusato la Fed di essere «impazzita» puntando a una stretta troppo rapida. «E’ chiaramente uno sviluppo necessario per quelle economie che stanno mostrando una crescita decisamente migliore, un aumento dell’inflazione, una disoccupazione estremamente bassa», ha spiegato Lagarde al meeting annuale del Fmi, concludendo che «è inevitabile».


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11 ottobre 2018 (modifica il 11 ottobre 2018 | 11:58)

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