«Spazioporto pronto nel 2020»: così la Puglia punta al turismo spaziale


Nel 2020, al pi tardi nel 2021, lo Spazioporto di Grottaglie sar in grado di effettuare il primo lancio. Parola di Tiziano Onesti, presidente di Aeroporti di Puglia, la societ che gestisce i quattro scali pugliesi tra cui, appunto, quello tarantino, per ora destinato a logistica e cargo. Per il quale il piano industriale 2019-2028 di Adp, presentato ieri, prevede per l’appunto lo sviluppo di voli spaziali suborbitali per passeggeri e la messa in orbita di satelliti di piccole dimensioni da aeromobili in volo. Sono diversi i tasselli gi sistemati al posto giusto: lo scalo di Taranto-Grottaglie stato individuato come Spazioporto nazionale da parte del ministero delle Infrastrutture e dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile) e la scorsa estate ha avuto la benedizione della Casa Bianca nel corso dell’incontro tra il presidente americano Donald Trump e il premier italiano Giuseppe Conte. Una sorta di via libera al piano di cooperazione tra Italia e Stati Uniti firmato all’ambasciata italiana a Washington dal ceo di Virgin Galactic e Virgin Orbit, George T.Whitesides, e dal ceo di Angel Group, Vito Pertosa. Adesso arriva il piano industriale di Aeroporti di Puglia che prevede un cronoprogramma preciso: la definizione puntuale dei fabbisogni infrastrutturali, di servizio, tecnologici ed operativi, sulla base della regolamentazione del settore a livello nazionale ed europeo, e dei relativi costi; e l’engagement di investitori. Perch alla fine, spiega Onesti, la struttura dello spazioporto sar pronta per il 2020 ma a far viaggiare i turisti nello spazio dovranno essere le societ che decidono di investire nel progetto. Come avviene nei voli tradizionali: i gestori mettono a disposizione le infrastrutture, le compagnie fanno volare i viaggiatori.

Per quanto riguarda la struttura di terra, lo Spazioporto, noi siamo pronti, spiega nel dettaglio il direttore progetti speciali di Adp Patrizio Summa. Potr ospitare voli suborbitali a decollo orizzontale grazie alla pista lunga 3.400 metri, che ha permesso allo scalo di Grottaglie di essere individuato come Spazioporto nazionale, proprio grazie a questa caratteristica unica. L’infrastruttura gi pianificata, siamo nella fase di progettazione. A gennaio esponenti dell’americana Faa (Federal aviation agency) e dell’europea Easa (European aviation safety agency) si sono incontrati negli Stati Uniti per definire i requisiti tecnico ingegneristici perch lo Spazioporto sia a norma. Che arriveranno a breve. Definiti i requisiti, siamo pronti e avvieremo i lavori per lo Spazioporto entro l’anno: nel 2020 sar pronto. Perch alla fine non serve molto: un hangar con piazzale dedicato, accanto al terminal tradizionale, e un deposito carburanti ad hoc. E magari un piazzale di sosta pi ampio per gli aeromobili: perch i turisti spaziali, dovendo essere necessariamente facoltosi, arriveranno con ogni probabilit con l’aereo privato. I voli spaziali di Virgin Galactic di Richard Branson ha gi venduto 600 biglietti da 250 mila dollari l’uno per i viaggi spaziali dalla base di Spaceport America, in New Mexico, prima ancora che venga effettuato il primo viaggio turistico spaziale. E ovviamente il gruppo di Branson il candidato primo anche per Grottaglie, tanto pi avendo gi un accordo commerciale attraverso Virgin Orbit (per i satelliti) con la pugliese Sitael di Angel Group e un accordo di sviluppo, sempre con il gruppo di Vito Pertosa, con Virgin Galactic. Ma lo stesso Angel Group ha in essere anche un accordo commerciale, per i satelliti, con la SpaceX di Elon Musk. Noi siamo aperti a qualsiasi operatore — conclude Summa — da Virgin Galactic a SpaceX a Blue Origin, per limitarci a quelli principali. Alla fine, lo Spazioporto come un aeroporto con compagnie e passeggeri diversi. Cos diversi da poterne bastare una cinquantina all’anno — da 250 mila dollari l’uno — per considerare un successo l’investimento. Grottaglie pronta ad accogliere i Paperoni d’Europa.


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