Spazio, l’Italia costruisce una parte della stazione cinese. E con gli Emirati Arabi sviluppa il turismo


L’Italia costruir una parte della nuova stazione spaziale cinese con la prospettiva di far volare a bordo anche astronauti italiani. Lo ha annunciato il professor Piero Benvenuti, commissario dell’Asi dettagliando il lavoro in corso. Il nostro paese ha grande esperienza di moduli abitati – aggiunge – e da tempo la nostra industria sta condividendo il progetto con Pechino. Inoltre con l’agenzia spaziale cinese si siglato l’accordo per la costruzione di un secondo satellite in grado di raccogliere segnali premonitori di un terremoto. Il primo aveva a bordo il sensore Limadou preparato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare che ora realizzer un secondo apparato ancora pi perfezionato. La collaborazione con i cinesi per la loro stazione avverr nel rispetto degli accordi con gli Stati Uniti e la Nasa che saranno anzi rafforzati nella prospettiva di realizzare una mini-stazione in orbita lunare.

Un’altra finestra di collaborazione si aperta con gli Emirati Arabi Uniti per quanto riguarda il turismo spaziale. Assieme – precisa Benevenuti – svilupperemo questa opportunit per la quale stiamo preparando l’aeroporto di Grottaglie, in Puglia. Il centro Altec di Torino impegnato su questo fronte secondo un accordo gi siglato con Richard Branson di Virgin Galactic che effettua i voli con lo SpaceShipTwo. Anche gli Emirati stanno predisponendo un aeroporto analogo e, dato il clima del luogo, l’ipotesi di alternarci nei voli: d’estate a Grottaglie e d’inverno negli Emirati. La collaborazione con il paese arabo inoltre estesa ad altre attivit scientifiche compresa l’esplorazione marziana.

Le nuove prospettive sono emerse nell’incontro del commissario Asi (che ha presentato anche il nuovo logo dell’agenzia e il nuovo sito Internet) per anticipare le linee di impegno italiane al prossimo consiglio dei ministri della ricerca europei che devono approvare programmi e investimenti dell’Agenzia spaziale europea Esa. Previsto in novembre, l’Italia sar rappresentata da Giancarlo Giorgetti, sottosegretario della presidenza del Consiglio e coordinatore del comitato interministeriale per le politiche dell’aerospazio. L’Esa aumenter di circa il 15 per cento il bilancio per sostenere le attivit scientifiche nello spazio obbligatorie per tutti i paesi e noi condividiamo la prospettiva – nota Benvenuti -. Rimangono, invece, ancora diversit di vedute sul futuro nella gestione dei lanciatori. Avio gestisce le operazioni a Kourou del piccolo vettore Vega mentre Arianespace si occupa soprattutto dei grandi lanciatori Ariane-5 e presto del successore Ariane-6 per il quale Avio realizza i propulsori ausiliari. Quindi noi siamo interessati ad entrambi i vettori ma l’Italia e la nostra industria deve avere un ruolo pi definito per tutelare i nostri interessi su un programma in cui abbiamo investito. Ci tenendo conto che presto voler anche Vega-C con la capacit di trasportare satelliti pi pesanti per rispondere ad un mercato in continua crescita.

Altri settori in cui si rafforzer l’impegno italiano in Europa riguardano la costruzione del mini-shuttle automatico Space Rider e i satelliti per l’osservazione della Terra dove si accumulato un notevole know-how tanto da lanciare di recente il satellite Prisma con un sensore iperspettrale che il pi avanzato esistente a livello internazionale.

28 marzo 2019 (modifica il 28 marzo 2019 | 17:18)

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