Sparatoria tra i vicoli di Napoli, riesplode l’incubo della faida –


Quattro colpi di pistola nel cuore della notte. Si torna a sparare
in pieno centro storico, e ancora una volta la zona è quella
che fu già teatro della faida di Forcella che vide opposti i
Sibillo-Giuliano ai Buonerba. La segnalazione che arriva alla
centrale operativa della Questura intorno alle 2,30
dell’altra notte è chiara: «Hanno sparato
quattro colpi di pistola in via Carbonara», dice la voce
anonima all’operatore di turno. Scatta immediatamente
l’allarme.

IL SOPRALLUOGO
Sul posto vengono fatte convergere due Volanti. Ma gli agenti del
commissariato Vicaria-Mercato con i colleghi dell’Ufficio
prevenzione generale in via Carbonara non trovano tracce o conferme
alla nota. Ma poco dopo i poliziotti, ispezionando strada e
marciapiedi, si accorgono di un bossolo di pistola calibro 9×21
all’angolo con via Santa Sofia. Siamo – tanto per capirci – a
due passi da uno dei più prestigiosi alberghi cittadini:
Palazzo Caracciolo, lo stesso che ospita quotidianamente
imprenditori e personaggi del jet set in visita a Napoli, e nel
quale hanno pernottato recentemente sia il Real Madrid che il Paris
Saint Germain.

LE INDAGINI
Via Santa Sofia è una stradina stretta e lunga che
confluisce – proseguendo in linea diretta – su via Donnaregina
(dove c’è la sede della Curia); deviando invece a
sinistra sfocia in via Oronzio Costa, tristemente nota per essere
stata teatro di un feroce delitto: l’uccisione (nel luglio
del 2015) di Emanuele Sibillo, il giovanissimo boss che sognava di
prendersi tutte le piazze di spaccio del centro storico. Tenete a
mente questo particolare, perché le indagini sulla
misteriosa sparatoria non possono che partire proprio dal contesto
criminale della zona.
Esclusa da subito la pista di una rapina consumata con tanto di
esplosione di colpi di pistola, si punta dunque alla matrice
camorristica. E a questo punto gli investigatori si trovano dinanzi
ad un bivio. Ammesso che i colpi di pistola siano stati quattro
(anche se la Scientifica reperterà soltanto un bossolo di
proiettile), resta da chiedersi a chi fosse destinata la pioggia di
piombo.
 
DUE PISTE
Al lavoro gli uomini della Squadra mobile diretta dal primo
dirigente Luigi Rinella. I quali conoscono bene la realtà
che criminale che attualmente «governa» il territorio
compreso tra Porta Capuana, il Borgo Sant’Antonio Abate, la
Maddalena e Forcella. Ed è qui che da qualche tempo si
è infiammato il contrasto tra due nuovi gruppi rivali che si
contendono – tanto per cambiare – il controllo delle piazze di
spaccio di droga. Alla testa del primo ci sarebbe un personaggio
già finito almeno due volte nel mirino dei rivali: Alberto
Volpe, 39 anni, già ritenuto vicino al clan Sibillo. Un uomo
probabilmente da tempo nel mirino dei nemici, fedelissimi al gruppo
Mazzarella, alla cui testa ci sarebbe un giovane il cui nome
è ben noto agli inquirenti: un «emergente» che
avrebbe riorganizzato il gruppo di fuoco un tempo guidato dalla
famiglia Buonerba.

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Mercoledì 14 Novembre 2018, 22:59
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