Spalletti: «Se abbiamo paura del Milan? È un derby per la storia, noi senza alcun timore. Poi il Barcellona»


Il Derby prima del Barcellona in Champions (mercoledì al Camp Nou) e della Lazio all’Olimpico (lunedì 29). L’Inter non ha proprio tempo per annoiarsi e per fare calcoli. Avanti col Milan, allora. Ma prima Luciano Spalletti ha ricordato: «Oltre al derby c’è un’altra partita molto importante da vincere. Con soli 2 euro donati, tramite un sms al 45533, a Save The Children si possono fornire 2 dosi giornaliere di un alimento terapeutico per salvare la vita a un bambino».

Per il tecnico interista quella di domenica sera sarà la Stracittadina n. 17 della carriera. « In settimana abbiamo pensato solo al derby, e non al Barcellona. Io a Milano abito in un bel posto dove si assorbono tutte le sensazioni degli interisti e dovendo fare una sintesi direi che questa partita è il termometro più corretto per misurare quanto siamo malati di Inter. Il derby ti dà molto di più dei soliti 3 punti, dunque servono tanta attenzione, intensità, qualità e grandi giocate. Ed io sono uno che non rinuncerà mai a chiedere grandi cose ai miei giocatori anche perché sono le grandi vittorie che ti fanno entrare nella storia dell’Inter, non i contratti».

Ma quest’Inter, reduce da 6 vittorie consecutive tra campionato e Champions, può aver paura del Milan? «Noi abbiamo una professionalità tale che cancella qualsiasi timore reverenziale e poi vogliamo giocarla a viso aperto questa sfida perché ci saranno tantissimi interisti a vederlo dentro lo stadio e pure tantissimi al 4° anello sui divani di casa – ha annunciato Spalletti-. Da quando sono qui ho capito una cosa: gli interisti magari dimenticano la date del compleanno della moglie o dei figli, ma non quelle dei derby».

A chi ha ricordato al tecnico che tanti continuano a ripetere che la sua squadra non gioca bene, lui senza scomporsi ha mandato a dire: «Trovo che la mia squadra sia cresciuta come mentalità, e come gioco, come carattere e che ci siano ancora possibilità di evoluzione. Se i risultati sono questi e abbiamo ancora importanti margini di miglioramenti, va molto bene così. Da quando sono diventato allenatore dell’Inter vado in giro a petto in fuori e mani dietro la schiena perché sono orgoglioso di essere allenatore di questa squadra».

A Rino Gattuso che manda a dire che il Milan è più forte tecnicamente dell’ Inter, Spalletti replica: «Complimenti a lui per come sta facendo giocare la sua squadra, che allena in modo giovane proprio come giovani e bravi sono De Zerbi, Simone Inzaghi, Martuscello. A me piace tanto pure Giampaolo anche se non è giovanissimo, però ha un modo di allenare bellissimo. Tornando a Gattuso trovo normale che lui abbia pensieri molto corretti e positivi nei confronti dei suoi ragazzi. Noi siamo cresciuti sul piano del gioco, della personalità e dell’ altezza visto che possiamo sempre fare su gol su palle inattive».

E per finire il siparietto è dedicato a Higuain e Icardi. «Sia noi che loro amiamo giocare con palla a terra partendo da dietro, perché davanti abbiamo due che amano ricevere palla bassa. I 2 argentini sono calciatori che ti fanno rimanere a bocca aperta con le loro giocate. Entrambi sono fondamentali per Milan e Inter. E chi sostiene che Mauro non è tecnico mi fa sorridere: andatevi a vedere il 2° gol che ha fatto alla Spal o quello col Tottenham. Per me è facile scegliere tra i 2: scelgo l’interista».

Come confermato da Spalletti tutti i giocatori sono disponibili, anche Vecino, ma è probabile tocchi a Gagliardini fare coppia con Brozovic in mezzo al campo.

20 ottobre 2018 (modifica il 20 ottobre 2018 | 16:31)

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