Spalletti lascia a casa Icardi e il vulcano resta sempre attivo


Il caso non solo è irrisolto, è più intricato di prima. Stasera a San Siro arriva la Lazio e Mauro Icardi resterà a guardare, chissà se da casa sua o dal parterre del Meazza. Luciano Spalletti ha deciso di non convocare l’attaccante, tornato ad allenarsi con il gruppo solo cinque giorni fa. Il lungo lavoro diplomatico dell’a.d. Beppe Marotta e dell’avvocato Paolo Nicoletti ha dato i frutti attesi per come la vede la società, mentre è stato completato solo a metà a sentire l’entourage del giocatore.

Spalletti ha motivato la decisione di non inserire in lista Icardi senza troppi giri di parole. «Mauro l’ho trovato come un calciatore nuovo, perché da tanto non era con noi. Mauro non può essere in grado di aiutare i compagni, visto quanto successo in questo periodo, compreso ieri (venerdì, ndr). Sono successe cose nuove, da valutare. Per cui non è convocato».

Le interpretazioni divergono su quanto accaduto venerdì, nell’incontro prima dell’allenamento, quando Spalletti si riunisce con la squadra in sala video. Lo spogliatoio era al completo, c’era anche l’ex capitano Icardi e a lui l’allenatore si è rivolto: «Mauro vuoi dire qualcosa?». L’attaccante ha risposto: «Ho già chiarito con lei e la società, credo di non dover aggiungere nulla».

La riunione video è cominciata, il caso Icardi si è riaperto in quel preciso istante. Il discorso dell’argentino, atteso da una parte consistente della squadra, non c’è stato. L’entourage del giocatore pensava non si dovessero fare ulteriori passaggi, dopo quelli con l’a.d. e il presidente.

Marotta e la società ritengono invece di aver portato a termine nel modo migliore il lavoro diplomatico, avendo favorito il ritorno Icardi in gruppo. La società inoltre ha sempre rispettato il ruolo dell’allenatore, lasciando a lui la piena libertà delle scelte tecniche: in sostanza né Marotta né Zhang interferiscono nelle decisioni di Spalletti su chi convocare o schierare.

C’è chi dice che il tecnico con la sua domanda in sala video abbia voluto stanare Icardi, contravvenendo agli accordi presi dal mediatore Nicoletti con Marotta e Zhang e che non prevedevano scuse. La versione opposta è un’altra: Spalletti in fondo, quando ha chiesto a Icardi se aveva qualcosa da dire, ha fornito un assist che il bomber con il suo rifiuto ha sciupato.

L’entourage di Icardi non lega la non convocazione alle mancate scuse dell’argentino, ma non si aspettava di dover fare questo passaggio. Se anche le scuse fossero arrivate, Spalletti difficilmente avrebbe chiamato l’argentino dopo 40 giorni senza allenamenti. Può darsi però che già mercoledì per la trasferta con il Genoa l’argentino figuri in lista.

L’ex capitano ha saputo della mancata convocazione dalla conferenza stampa, non era stato preallertato e non è rimasto per nulla contento. La società invece era stata avvisata e ha condiviso la scelta.

Chi non se l’aspettava era Nicoletti. L’avvocato non ha nascosto la sua amarezza: «Icardi dal giorno del suo rientro si è messo a disposizione della squadra, seguendo i passaggi da me convenuti nell’interesse dell’Inter e del giocatore con l’ad, Beppe Marotta, e anche con il presidente, Steven Zhang. La decisione di non convocare Icardi non mi è stata anticipata. Ho sentito giornalmente Beppe Marotta che mi ha sempre comunicato che tutto procedeva positivamente». Per Nicoletti le scuse non erano nel pacchetto. La società respinge l’accusa e insiste nel dire che l’accordo era riportare l’ex capitano in gruppo e non riconsegnargli un posto da titolare.

A fine stagione Icardi sarà ceduto, invece il bomber spera siano Perisic e Spalletti a fare le valigie: possibile se ne vadano tutti. Il tecnico però rispondendo a una domanda sul futuro è stato netto: «Ci vediamo il prossimo anno».

Le chance che resti, nonostante il contratto, non sono alte. I piani sono altri e i nomi di Antonio Conte e Massimiliano Allegri, ingombranti.

30 marzo 2019 (modifica il 30 marzo 2019 | 22:33)

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