Spalletti: «Con il Barcellona è il momento di vedere se possiamo giocarcela alla pari»


Riecco il Barcellona, unica squadra a essere riuscita a battere l’Inter nelle ultime 10 partite che la squadra di Spalletti ha giocato tra campionato e Champions. Dalla sfida di Barcellona l’Inter ha acquisito qualche consapevolezza in più e ora, come ha ribadito il tecnico interista «stiamo facendo bene sia come gioco che come risultati. Possiamo giocarcela con tutti. E questa è l’occasione giusta per verificare se davvero possiamo essere alla pari».

Sfida difficilissima

Però il Barca resta il Barca, vale a dire «La più forte di tutte in Champions, attrezzata per vincerla» ha sottolineato Spalletti. All’Inter, invece, basterebbe per ora il secondo posto in un girone di qualificazione non propio di ordinaria amministrazione. «Ci aspettano ancora sfide molto difficili, però a questo punto dipende tutto da noi vista la classifica. E saremmo felicissimi di chiudere il girone alle spalle del Barcellona» spiega il tecnico nerazzurro.
Resta da verificare se la lezione subita all’andata da Icardi e i suoi fratelli è servita e se la squadra riuscirà a esibire un atteggiamento diverso sia sul piano mentale che tattico. «All’andata non siamo riusciti a tenere palla dopo averla riconquistata – ha ricordato il tecnico interista -. Ora dovremmo essere più bravi perché agli spagnoli non piace che la palla ce l’abbiano gli avversari e cercheranno di venire subito a riconquistarla. Spazi e tempi saranno stretti e pertanto servirà qualità e personalità da parte dei miei». Messi è stato convocato, però si deciderà solo all’ultimo momento se mandarlo in campo dal primo minuto. Discorso analogo per Nainggolan anche se Spalletti farà di tutto per averlo in campo. E, in ogni caso, anche con l’ex romanista il tecnico intende riproporre il 4-3-3 utilizzato sia contro la Lazio che il Genoa. «Il belga nasce mediano, sono stato io a Roma ad avanzarlo alle spalle degli attaccanti, ma lui può benissimo giocare in mezzo al campo. Messi? Chiaro che se non ci sarà è meglio. Tutti i grandi giocatori toccano 2 volte la palla, lui nello stesso tempo la tocca 4, va al doppio degli altri. In ogni il Barca è talmente forti che ne può fare anche a meno. Pensate che all’andata i giocatori spagnoli non hanno neppure fatto riscaldamento prima della partita: sono scesi in campo già pronti sapendo bene quello che dovevano fare e l’hanno fatto».

Elogio

Il siparietto finale di Luciano Spalletti è stato dedicato a un elogio alla società, ai giocatori e, quindi, pure a se stesso. «In un anno e mezzo di lavoro da quando siamo all’Inter si è riusciti ad arrivare alla pari di tante squadre che ci anno messo del tempo per arrivare in alto. Per raggiungere certi livelli Sarri, per esempio, aveva impiegato quasi 3 anni. Noi avevamo accumulato 30 punti dal Napoli ed ora in molti si chiedono se siamo meglio della squadra di Ancelotti. Il Napoli è forte ed ha una mentalità importante da anni: noi siamo cresciuti, però dobbiamo mantenere questo livello».

5 novembre 2018 (modifica il 5 novembre 2018 | 15:22)

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