Space economy, l’Italia va in orbita con Canada, Stati Uniti e Uk


C’ in Italia una Space Economy che sta crescendo con dinamicit, capace di confrontarsi nella tendenza internazionale che ormai governa le attivit spaziali, soprattutto negli Stati Uniti. Secondo un’indagine condotta dall’Asi con l’Istituto per il commercio estero Ice e le associazioni di categoria Aiad, Aipas e Asas sono circa 250 le aziende nazionali attive sulla frontiera cosmica e in grado di realizzare da sistemi completi alle varie componenti. La loro produzione complessiva ha superato 1,6 miliardi di euro e coinvolge settemila addetti in lavorazioni di alta tecnologia. Il risultato che tra il 2014 e il 2017 si registrato un aumento dell’occupazione del 3%: un valore tra i pi significativi del panorama industriale italiano.

Il coordinamento

Alla fine del 2017, inoltre, si verificato un passo politico atteso da tempo. Una legge ha trasferito il controllo e l’indirizzo delle attivit aerospaziali dal ministero dell’Istruzione e della Ricerca direttamente alla presidenza del Consiglio attraverso il Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale. Il nuovo organismo, coordinato dal sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, concretizza il lavoro svolto negli ultimi anni dalla cabina di regia istituita dal governo Renzi che portava nel 2016 all’approvazione del Piano strategico Space Economy affidato al ministero per lo Sviluppo. Il piano delineava le linee di sviluppo proiettate al 2030 indicando i programmi in grado di sostenerle riguardanti dalle telecomunicazioni all’osservazione della Terra e al trasporto spaziale. L’orientamento italiano si inseriva nelle strategie europee espresse congiuntamente dall’Esa e dalla Commissione europea, compiendo per anche un’opportuna operazione politica prima ancora di altri Paesi, essenziale per governare gli investimenti futuri. Essa introduceva, in particolare, un nuovo approccio pubblico-privato attingendo alle risorse pubbliche nazionali e regionali integrate a quelle private. Il nuovo clima incentivava il mondo industriale che gi si muoveva in questa direzione.

L’esempio pi eclatante riguarda la quotazione in Borsa nel 2017 di Avio, prima societ al mondo di lanciatori spaziali a compiere un passo simile. Alla base c’era il successo del vettore Vega dedicato al lancio di satelliti fino 1.500 chilogrammi e ora in fase di progressivo potenziamento con nuove versioni in grado di portare satelliti pi pesanti. La perfezione dimostrata nei primi 13 lanci stabiliva un record mondiale. L’accesso allo spazio il collo di bottiglia delle attivit spaziali — nota Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio — e il mercato dei vettori trova prospettive soprattutto nelle economie emergenti. Questi Paesi offrono grandi opportunit e non a caso quest’anno abbiano firmato accordi di lancio sia con la Thailandia che con la Corea del Sud. L’Italia ha le competenze per competere e deve impegnarsi nell’esportazione dei propri prodotti in particolare nel Far Est, nel Medio Oriente e nell’America latina.

Avio ha sollecitato l’interesse di numerosi investitori tra i quali ci sono da Leonardo al gruppo Cairo, editore del Corriere della Sera. Significativo poi il recente accordo siglato da Space Alliance, formata da Thales Alenia Space e Telespazio, partecipate da Leonardo, con l’americana Spaceflight Industries, per costruire la costellazione BlackSky formata da 60 piccoli satelliti per l’osservazione della Terra. Leonardo ha gi sviluppato la tecnologia osservativa per il satellite Prisma dell’Asi italiana (costruito da Ohb Italia e prossimo al lancio) e che ora sar applicata alla costellazione. La collaborazione tra le due aziende — dice Luigi Pasquali, coordinatore delle attivit spaziali di Leonardo e amministratore delegato di Telespazio — sar in grado di assicurare a Telespazio e a BlackSky una forte spinta per accedere ai mercati di punta nella geo-informazione, con un’offerta di prodotti e servizi di grande innovazione.

Sempre Space Alliance, investendo 52 milioni di dollari canadesi , ha acquisito una quota di NorthStar Earth and Space, societ di servizi canadese per la fornitura di 40 satelliti per la ricognizione dei rischi provenienti dallo spazio e l’osservazione della Terra. Aggiunge Pasquali: Il nostro gruppo vuole agire da protagonista nella space economy guardando pure a settori destinati a crescere a breve e considerando la scena internazionale, visto che l’Europa qui va a rilento. Da anni, inoltre, Thales Alenia Space Italia fornisce alla Atk Orbital americana i moduli per Cygnus, il veicolo di rifornimento della stazione Iss. Ma nel frattempo la space economy italiana ha visto, oltre il consolidarsi nella Penisola di societ come Ohb Italia, Space Engineering-Airbus e Sitael, pure la nascita di nuove piccole aziende.

Gli emergenti

Tra queste ci sono D-Orbit fornitrice del servizio taxi in orbita, AresCosmo con i sistemi di sbarco per Marte, Argotec produttore della macchina per il caff sulla Iss, Kayser Italia per servizi scientifici o la T4i di Padova che fabbrica i microrazzi a plasma per piccoli satelliti. Intanto l’Universit Bocconi creava il See Lab, un think tank per esplorare le possibilit economiche offerte dallo spazio. Persino il turismo spaziale entrato nella space economy nazionale con l’accordo della Sitael di Bari e dell’Altec di Torino con la Virgin Galactic di Richard Branson che con il suo aereo a razzo Space Ship Two decoller dall’aeroporto di Grottaglie, in Puglia. Ma oltre ai turisti, con Branson si svilupperanno altre attivit spaziali. Non a caso Morgan Stanley ha suggerito ai suoi investitori il mese scorso di impegnarsi nel business spaziale, valutando che il reddito generato da questa industria nel 2040 potr aumentare di oltre 1,1 trilioni di dollari.

30 dicembre 2018 (modifica il 30 dicembre 2018 | 10:16)

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