Siria, dieci missioni per i caccia di quinta generazione Su-57 –


A distanza di quasi nove mesi dalla loro breve missione, il Ministero della Difesa russo ha pubblicato il primo video ed alcune informazioni sulle operazioni svolte dai Su-57 schierati lo scorso febbraio in Siria. “Le piattaforme di quinta generazione hanno concluso con successo dieci missioni per validare tutti i sistemi in ambiente operativo. Colpite postazioni nemiche con l’utilizzo di missili cruise”.

I Su-57 in Siria

I russi hanno una visione molto più flessibile nel testare i nuovi sistemi d’arma rispetto a quella occidentale. Il 23 febbraio scorso, Mosca ha schierato in Siria quattro piattaforme di quinta generazione Su-57 in configurazione speciale. I quattro Su-57 in Siria erano equipaggiati con i propulsori AL-41F1, sviluppati per i Su-35 Flanker-E. Mosca ha schierato in Siria anche quattro caccia multiruolo Su-35, quattro piattaforme di attacco al suolo Su-25 Frogfoot ed un aereo Awacs A-50U Mainstay. Il Cremlino ha sfruttato in diverse occasioni il contesto siriano come vetrina per mostrare al mondo i nuovi sistemi d’arma sviluppati in patria così come avvenuto ad esempio per l’Iskander, l’S-400, il T-90, il Pantsir ed il Typhoon ed acquisire esperienza operativa. Fin dal 2015 Mosca implementa in turnazione quattro piattaforme aeree alla volta: il rischieramento Su-57 in Siria era compatibile con la strategia di riferimento. Considerando che fin dal 2105 il Ministero della Difesa russo ha schierato in Siria dei sistemi d’arma che non rispondevano necessariamente ai requisiti richiesti per svolgere la missione, la presenza dei Su-57 andrebbe vista come una vetrina promozionale per il primo caccia da dominio aereo combat proven sviluppato dalla Russia. I quattro Su-57 hanno effettuato test operativi in missioni a medie altitudini, al riparo cioè dalla possibile presenza di artiglieria contraerea e Manpads. Oltre alle valutazioni della Cia, il Pentagono ignora le reali capacità operative del Su-57 e che tipo di minaccia potrebbe rappresentare (soprattutto in proiezione futura).

Russia: caccia da superiorità aerea Su-57

La Russia ha acquistato dodici caccia di quinta generazione Su-57 sui sessanta inizialmente previsti. Si tratta del primo lotto seriale equipaggiato con i propulsori della precedente generazione, i medesimi del Su-35 Flanker-E. La prima consegna è indicativamente fissata per il prossimo anno. Il due luglio scorso il vice Primo Ministro Yuri Borisov ha definito “insensata” l’idea di forzare la produzione di massa del Su-57 considerando le capacità del Su-35, uno dei migliori velivoli al mondo.

Il Su-57, per certi versi un’evoluzione a bassa osservabilità del Su-27 Flanker, differisce in modo significativo dall’F-22 Raptor. Considerando gli attuali punti di forza delle due piattaforme, sarebbe corretto affermare che la filosofia progettuale del Su-57 è molto più simile a quella dell’ YF-23 Black Widow II che all’F-22. Il Sukhoi Su-57 (precedentemente noto come T-50) del programma Pak-Fa si è alzato in volo per la prima volta il 29 gennaio del 2010 privo di parte dell’avionica come il radar ed i sistemi di gestione degli armamenti. Gli aggiornamenti sul Su-57 furono poi bruscamente interrotti a causa di problemi non meglio precisati. L’ultimo incidente noto risale al 10 giugno del 2014, quando uno dei due motori del quinto prototipo prese fuoco. Dalla Sukhoi dovettero sospendere la produzione del sesto prototipo ed utilizzare le componenti già realizzate per riparare il velivolo danneggiato. I problemi sarebbero stati superati con il settimo e l’ottavo Su-57, quest’ultimo poi equipaggiato con radar N036 Byelka AESA che e controllo vettoriale tridimensionale della spinta. Il Ministero della Difesa russo schiera i prototipi nei centri di prova di Akhtubinsk, specializzato nella sperimentazione dei sistemi di missione e a Zhukovsky, vicino Mosca, per i test di carico esterno. Il lavoro di progettazione sperimentale sul primo caccia stealth di Mosca dovrebbe essere completato entro l’anno. Le Forze Aerospaziali russe continueranno a svolgere test su dieci dei dodici prototipi fino ad oggi realizzati prima di impegnare il Cremlino con un potenziale ordine di diversi miliardi di dollari. Mosca avrebbe voluto eguagliare lo stesso numero dei Raptor prodotti negli Stati Uniti (187), ma quel numero è economicamente insostenibile per la Russia. L’impianto di produzione della Aircraft Association Komsomolsk-on-Amur, nell’Estremo Oriente russo dovrebbe avviare la produzione del primo lotto seriale di dodici velivoli entro la fine dell’anno con prima consegna prevista nel 2019.

Su-57: I dieci prototipi operativi

I prototipi T-50-1 e T-50-2 si trovano a Zhukovsky. Nei prototipi T-50-3, T-50-4, T-50-5R (solitamente schierati nel centro di prova di Akhtubinsk) e T-50-8 è stato installato in configurazione ridotta il radar AESA N036 Byelka. Il T-50-5 (Blue 055) è stato ricostruito dopo l’incendio del 2014 cannibalizzando il T-50-6. Il controllo vettoriale tridimensionale della spinta è presente (utilizziamo la precedente sigla identificativa) nel T-50-6-2, T-50-8, T-50-9 (Blu 509), T-50-10 (Blu 510, ultimo prototipo), T-50-11 (Blu 511, pre-serie). Gli ugelli utilizzati per la spinta tridimensionale hanno la capacità di inclinarsi indipendentemente in qualsiasi direzione, consentendo elevati angoli di attacco. Ciò dovrebbe conferire maggiori capacità Within-Visual-Range rispetto all’F-22 Raptor. Ottavo, nono, decimo e undicesimo prototipo (il dodicesimo dovrebbe ancora essere in produzione) sono equipaggiati (secondo Mosca) in configurazione finale prospettica con radar AESA (Active Electronically Scanned Array), suite di contromisure elettroniche L402, sensori di targeting e sistema elettro-ottico 101KS Atoll.

La tecnologia AESA consente di utilizzare una matrice di moduli radar in miniatura per dirigere il raggio elettronicamente, anziché di puntare fisicamente l’antenna verso l’obiettivo. All’inizio del 2017, Sukhoi ha lanciato lo sviluppo di una suite avionica integrata completamente nuova per il Su-57 designata IMA BK. La suite avionica integrata originale in fase di sviluppo dal 2004, si è rivelata un disastro. Anche la suite IMA BK è da considerarsi un prototipo in divenire. Scarsi i dettagli sui test di rilascio fino ad oggi effettuati. Il Su-57 rappresenta la prima esperienza per i russi con i materiali radar assorbenti (Ram) rispetto a quella trentennale maturata dagli americani con l’F-117. Le piattaforme a bassa osservabilità non sono ovviamente invisibili. Un profilo stealth è concepito per ritardare il rilevamento ed il tracciamento della sorgente nemica.

Il decimo prototipo è al momento l’unico Su-57 equipaggiato con i nuovi motori sperimentali.

La propulsione del Su-57

Il primo Su-57 ha effettuato il suo volo inaugurale nel 2010. Il 5 dicembre scorso si è svolto il primo volo con il nuovo motore (ancora senza nome) identificato come “second stage engine” installato sul T-50-2. Così come ha confermato il Ministero della Difesa russo, il decimo prototipo ha volato per 17 minuti con il nuovo motore. Il test si è svolto con successo ma serviranno almeno tre anni prima che lo sviluppo dei propulsori possa ritenersi concluso. La flotta Su-57 è attualmente equipaggiata con i motori Izdeliye 117S. In una nota ufficiale diramata il 15 febbraio scorso, la United Aircraft Corporation (UAC) conferma che il primo lotto di produzione formato da dodici Sukhoi-57 per la Forza Aerospaziale russa sarà consegnato a partire dal 2019. Il Su-57, primo caccia da dominio aereo (termine coniato e valido attualmente solo per l’F-22 Raptor americano) di Mosca è ad oggi una piattaforma in via di sviluppo.

Il Su-57 è attualmente propulso da con una coppia di AL-41F1, sviluppati per i Su-35 Flanker-E. Sebbene eccezionali per le piattaforme pre-stealth come il Su-35, i propulsori AL-41F1 da 32,500 libbre non sono stati progettati per il particolare profilo di un caccia di quinta generazione. I due AL-41F1 sarebbero in grado di garantire la spinta sufficiente per la capacità di crociera supersonica, ma non soddisferebbero i requisiti russi nel rapporto spinta-peso e per l’autonomia del velivolo. Il Su-57 è stato progettato per gli Izdeliye 30. Mosca (nota Ministero della Difesa/ United Aircraft Corporation) dovrebbe completare lo sviluppo dei Saturn Izdeliye 30 entro il 2022. Gli Stati Uniti ritengono plausibile il 2025/2027 come data utile per ultimare lo sviluppo dei nuovi propulsori. Soltanto con i nuovi motori il Su-57 potrebbe essere in grado di offrire prestazioni paragonabili all’F-22 della Lockheed Martin. Quando entrerà in produzione, il Su-57 riceverà una nuova versione dell’AL-41F1: i propulsori di seconda generazione dovrebbero consentire la certificazione della Capacità Operativa Iniziale. La propulsione è l’aspetto più impegnativo e costoso per lo sviluppo di qualsiasi piattaforma aerea. Dalle affidabili turboventole F119 dell’F-22, ad esempio, deriva il Pratt & Whitney F135 dell’F-35. La transizione per quella che sembrava una semplice evoluzione, non si è rivelata cosi naturale e priva di difficoltà tecniche.

Rispetto alle prime stime, l’Aeronautica russa acquisterà soltanto dodici dei 60 Su-57 della prima versione previsti (cioè quella con i propulsori AL-41F1). Soltanto il successo dei nuovi propulsori garantirà la portata del secondo ordine che potrebbe essere siglato tra il 2023 ed il 2025.

Il combattimento manovrato

A differenza della nuova dottrina americana di riferimento che considera fuori moda i combattimenti ravvicinati ipotizzando esclusivamente duelli oltre il raggio visivo, per i russi il combattimento manovrato sarà ancora determinante. Il Su-57 vanta un moderno sistema Infrared Search and Track, con una portata massima di rilevamento di cinquanta chilometri: Il sensore è in grado di individuare le firme di calore dei sistemi d’arma nemici senza essere a sua volta individuato, garantendo così un significativo vantaggio tattico nelle operazioni aeree. L’F-22 non possiede tali capacità. L’IRST si limita a dare un’idea della posizione generale dei velivoli nemici. L’F-22 può trasportare sei AIM-120 nelle sue baie interne. Il contesto BVR tra piattaforme di quinta generazione impone una configurazione offensiva ottimale, considerando che contro un bersaglio si lancerebbero due missili. Uno dei principali limiti della configurazione a bassa osservabilità, è determinato dal carico interno delle piattaforme di ultima generazione. La capacità di trasportare internamente i sistemi d’arma è prerogativa essenziale per un profilo stealth pulito. L’Air Force ha elaborato le forze da combattimento integrate con il concetto dell’Arsenale Volante.

La tecnologia counter-stealth

Un velivolo stealth emetterà sempre una firma termica

Il sensore Infrared Search and Track o IRST, aiuta ad individuare i bersagli grazie alla firma di calore generata dai motori del velivolo e dall’attrito delle superfici dell’aereo con l’aria. Il SU-57 monta il sistema 101KS Atoll che comprende un sensore ad infrarossi, un telemetro laser, un designatore ed una telecamera. Un sensore ad infrarossi passivo (quindi con poca emissione di radiazioni elettromagnetiche) come 101KS Atoll non è influenzato dal disegno stealth di una piattaforma. L’IRST ha quindi la capacità di rilevare i velivoli non visibili ai radar e consente il tracciamento di obiettivi complessi. L’F-22 è stato progettato per sfuggire alla ricerca ad infrarossi oltre il raggio visivo. Tutti gli aeromobili che volano nell’atmosfera generano calore: un velivolo con una sezione radar ridotta emetterà sempre una firma termica. Ciò significa che a distanza ravvicinata il Raptor apparirà all’infrarosso proprio come qualsiasi altro velivolo.

Il Raptor è cieco nell’infrarosso

Il caccia di quinta generazione da dominio aereo F-22 Raptor era stato progettato con diversi requisiti. Nel 1989 l’Air Force impose un limite al costo dell’avionica dell’F-22. Progettato con un avionica da 16 milioni di dollari del 1989, in linea di produzione ne ottenne solo nove. Ne uscirà comunque una piattaforma superba, ma Lockheed dovette eliminare parte dell’avionica prevista come, ad esempio, l’IRST. Il Raptor, per andare incontro alle richieste della politica, è “cieco nell’infrarosso”.

Le armi del Su-57

Come dotazione standard il Su-57 è equipaggiato con un cannone 9-A1-4071K da 30 millimetri (in grado di colpire bersagli a terra fino a 1.800 metri ed aerei ad una distanza massima di 1.200 metri) e dovrebbe trasportare nella sua stiva interna quattro sistemi d’arma a lungo raggio K-77M (equipaggiato con un cercatore radar attivo a scansione elettronica) con un raggio di 200 km e due Vympel R-73, nome in codice nato AA-11 Archer. Quest’ultimo è un missile aria-aria a ricerca di calore a guida infrarossa di terza generazione con una gittata massima di 19 miglia, circa 30 km. L’impiego minimo è fissato a 300 metri. E ‘stato progettato per ingaggiare minacce stratificate: caccia, droni e missili da crociera. L’R-73 implementa un sistema infrarosso passivo in grado di inquadrare il bersaglio ancor prima di essere lanciato. E’ in grado di colpire obiettivi a grandi angoli di puntamento, fino a 40° fuori la linea centrale del missile ed è pubblicizzato come immune a ogni tipo di contromisura occidentale. Progettato per sostituire l’R-60, AA-8 Aphid, l’Archer ha dimostrato la sua capacità off-boresight nei duelli simulati tra l’USAF ed i MiG 29 tedeschi equipaggiati con gli R-73. La precisione è garantita dalla spinta direzionale, che esclude possibili errori nella traiettoria di avvicinamento finale. Il motore a controllo trasversale è ancora senza eguali nel mondo. L’ultima versione dell’R-73, la E, equipaggerà i Su-57. La Duks, azienda che fabbrica l’R-73, sta attualmente lavorando per incrementare del 25-30 per cento le capacità del missile. Il Su-57 potrò anche trasportare il missile da crociera supersonico BrahMos-A con capacità nucleare ed il subsonico antinave Kh-35UE. Tali asset non potranno essere ospitati nella stiva interna. Il Su-57 utilizza materiali compositi nel 25% del peso strutturale e nel 70% della superficie esterna.

La doppia capacità del Su-57

Il Sukhoi Su-57 è elencato nella nuova Nuclear Posture Review (NPR) dell’Amministrazione Trump come sistema a doppia capacità (convenzionale/nucleare). Se così fosse il Su-57 potrebbe soppiantare potenzialmente il bombardiere Su-24 Fullback, attuale piattaforma a doppia capacità della Russia per le missioni intermedie. Sappiamo che il missile da crociera X-50 potrebbe essere traportato internamente dal Su-57, tuttavia tale capacità non è mai stata menzionata dal Ministero della Difesa russo. Resta comunque una possibilità.

I costi del Su-57

Per il Su-57 si prevede un ciclo operativo di quarant’anni. L’inverosimile produzione annunciata era di 800/1000 unità esportazioni comprese, con 160 Su-57 consegnati all’Aeronautica russa entro il 2020. Non esistono dati sui costi di sviluppo sostenuti. Rispetto alle stime iniziali, il Cremlino potrebbe acquistare complessivamente ed a costi esorbitanti sessanta Su-57 in diversi lotti. Tuttavia sarà il successo dei Saturn Izdeliye 30 a sancire la portata del secondo lotto ed il destino del Su-57, sempre più in bilico dopo l’uscita dell’India dal programma (Mosca ha garantito soltanto un accesso limitato alla tecnologia di quinta generazione sviluppata). Avviata la Low Rate Initial Production, il costo del Su-57 potrebbe attestarsi sui 120/100 milioni di dollari ad esemplare. Tuttavia il costo unitario sarà determinato anche dalla portata dell’investimento a lungo termine del Cremlino. Il primo Su-57 potrebbe tranquillamente raggiungere i 160 milioni di dollari.

F-22 vs Su-57

Il Su-57 Potrebbe senza dubbio diventare una piattaforma impressionante. Per agilità potrebbe già aver eguagliato l’F-22 Raptor. Se possa essere superiore, questo è tutto da dimostrare.

Il solo termine di paragone occidentale per il caccia Su-57 è l’F-22 Raptor, caccia di quinta generazione. Non di certo la piattaforma tattica F-35, non progettata assolutamente (sebbene il marketing iniziale dicesse il contrario) per il combattimento manovrato, con specifiche e parametri di missione profondamente diversi. La Russia di oggi, in piena fase di riarmo, non possiede i mezzi finanziari per eguagliare il numero dei Raptor americani (186 esemplari costruiti, 123 convertiti al combattimento) per imporre il dominio aereo di quinta generazione. Senza considerare le ancora eccezionali ed economicamente accessibili prestazioni del Su-35S Flanker-E. Mosca paga l’inesperienza con la tecnologia di quinta generazione, così come l’integrazione tra i diversi sensori e l’approccio con il nuovo rivestimento stealth di cui il Su-57 è dotato. Il suo design è ritenuto abbastanza sofisticato se non simile per prestazioni a quello dell’F-22 Raptor. Il punto focale sulle capacità del Su-57 riguarda la sua integrazione con gli asset di supporto a terra e le piattaforme di guerra elettronica. Per la rilevazione delle minacce a bassa osservabilità, Mosca integrerà le capacità del Su-57 con i sistemi balistici S-400 Triumph, progettato per identificare e distruggere tutti gli obiettivi aerospaziali moderni ed avanzati ad una distanza massima di 400 chilometri (248,5 miglia), una gittata praticamente doppia al MIM-104 Patriot americano. Ciò significa che il Su-57 è concepito per operare in prossimità delle posizioni terrestri del territorio russo. Per priorità, armi e filosofia progettuale, il Su-57 è stato concepito per la rilevazione e l’eliminazione delle minacce a lungo raggio. L’enfasi del velivolo sulla velocità gli consentirebbe di rispondere rapidamente. Manovrabilità e capacità IRST ne fanno un temibile avversario per l’F-22 nei combattimenti manovrati. L’F-22 Raptor enfatizza la furtività e la manovrabilità. In un combattimento oltre il raggio visivo, il Raptor dovrebbe essere in grado di sfuggire al radar del Su-57. In un dogfight è difficile sapere chi prevarrà. In sintesi. Se il Raptor ed il Su-57, entrambi un giorno equipaggiati con sistemi HMCS, dovessere sopravvivere ai missili a lungo raggio ed impegnarsi in un combattimento aereo visivo, potrebbero eliminarsi a vicenda (mutual kill). In definitiva, l’esito di uno scontro tra il Raptor ed il Su-57 è sconosciuto.

Il nemico del Su-57

Fino a quando lo sviluppo dei nuovi propulsori non si sarà concluso e nonostante i proclami (per Mosca il Su-57 implementa tecnologia di sesta generazione), la piattaforma non può ancora essere considerata di quinta generazione. Ad oggi, il Su-57 della Sukhoi nonostante il suo eccellente design aerodinamico, è classificato in occidente come di 4++, generazione di transizione tra gli aerei quarta generazione avanzata e la quinta. Non è un mistero che il Su-57 ed il Su-35 condividano molti degli stessi sistemi di bordo, compresi i motori. Speculazioni al momento sulla RCS, o sezione equivalente radar del Su-57. Tutti i dati ufficiali sono classificati. In ogni caso il vero nemico del Su-57 è l’economia russa così come confermato a più riprese dal Ministero della Difesa. Ad oggi, i dodici Su-57 (così come annunciato dal vice Ministro della Difesa Yuri Borisov), agiranno in riserva con prima linea affidata agli ancora eccezionali Su-30 e Su-35. Uno squadrone di dodici velivoli significa che soltanto alcuni Su-57 potranno alzarsi in volo in un dato giorno. Le dodici piattaforme di quinta generazione non potranno mai essere schierate per operazioni di combattimento sostenute.

Il Ministero della Difesa russo si riserverà in ogni caso il diritto di determinare futuri lotti da acquistare, ma la flotta Su-57 potrebbe non eguagliare mai in numero i 183 Raptor (solo 123 convertiti al combattimento) esistenti. Considerando che i propulsori Saturn Izdeliye 30 dovrebbero garantire il 18% di spinta in più, una oggettiva valutazione complessiva sul Su-57 potrà essere effettuata soltanto tra qualche anno. Da rilevare, infine, che nello strumento finanziario di riarmo del Cremlino (2018-2027) non vi è traccia di un secondo lotto Su-57 mentre figurano Su-35S, Su-30SM, Su-34 Fullback e MiG-35 con tassi di acquisizione stimati di 12-18 velivoli all’anno.


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