Sicurezza stradale: «È sempre colpa degli altri» | La ricerca Continental


Ne La legge di Murphy Arthur Bloch sostiene che il lavoro di gruppo piace perch permette di dare sempre la colpa a qualcun altro. Gli italiani al volante, almeno per come vengono descritti dal primo Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale, confermano questa attitudine: certi pi delle proprie capacit che di quelle degli altri; rispettosi delle regole, ma sospettosi del prossimo.

Il rispetto delle regole

I dati raccolti in oltre 2.000 interviste in questa indagine, realizzata con l’istituto di ricerche Euromedia Research, hanno tracciato una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada sulla sicurezza. Si tratta di un osservatorio in sintonia con il DNA aziendale di Continental — spiega Alessandro De Martino, ad di Continental Italia —, che da oltre 140 anni fa della sicurezza e dell’innovazione tecnologica la propria missione. L’Osservatorio evidenzia come l’auto continui a essere percepita come il mezzo di trasporto pi sicuro per s (44,1%), ma anche che gli utenti della strada, certi delle proprie capacit (87,4), vivano nella paura di essere investiti (68% ) e di rimanere vittima di incidenti causati da altri. un rimpallo di responsabilit, ma in questo gioco le colpe sono di tutti — spiega Alessandra Ghisleri di Euromedia Research —. Abbiamo certamente bisogno di innovazione tecnologica, ma abbiamo bisogno innanzitutto di “buona educazione” stradale e di rispetto delle regole.

Il senso di responsabilit

La sicurezza stradale percepita come una questione di attenzione e di prudenza: due dei termini menzionati pi frequentemente dagli intervistati quando si chiede loro di definire il tema. Secondo l’88,1% degli italiani la sicurezza minacciata dalla distrazione(44,4) e dalla trasgressione (43,7). Dai dati dell’Osservatorio, la sicurezza dipende innanzitutto da chi guida (34,9%), dal suo senso di responsabilit. In secondo luogo dipende dalla severit delle Forze dell’Ordine, dalla loro presenza su strade e sulle autostrade (16,7). Al terzo posto viene il contributo delle aziende che producono automobili e pneumatici (15,5%), con la costante evoluzione di tecnologie di assistenza alla guida, dalla frenata automatica ai sensori che rilevano la stanchezza del guidatore.

Il Giro d’Italia

Continental produce non solo pneumatici di alta qualit, ma anche componentistica per gli autoveicoli, spesso volta a rendere i mezzi pi sostenibili, puliti e sicuri — dice Alessandro De Martino —. Ma siamo convinti che i grandi investimenti nella ricerca non servano se alla base non si investe sulla percezione della sicurezza da parte dell’uomo, che rimane l’elemento cardine dell’ecosistema strada. La sponsorizzazione del Giro d’Italia fondamentale in questa prospettiva: una grande festa di popolo, ma anche un’occasione per parlare di come condividere la strada, durante la competizione e nel quotidiano.

9 aprile 2019 (modifica il 9 aprile 2019 | 13:37)

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