Serie A, sono Giochi da Grandi Le magnifiche 6 a pieno regime


Juventus e Inter hanno solo vinto, il Napoli ha più punti ma anche più partite, Lazio e Milan sono allergiche. È il campionato dentro il campionato, quello delle sfide incrociate tra le magnifiche sei. Siamo alla decima giornata e la classifica si è stabilizzata. Le grandi occupano i primi cinque posti. La Roma, rivoluzionata sul mercato, è sesta in compagnia di Fiorentina, Sampdoria e Sassuolo, niente che non si possa rimediare.

Napoli-Empoli, stasera al San Paolo, lancia la lunga volata verso lo scudetto d’inverno. Ora come ora, è difficile immaginare che non sia la Juventus a festeggiare. Ma servono riprove. I bianconeri sono stati favoriti da una partenza soft, tanto che sino adesso hanno giocato solo tre partite con squadre della parte sinistra della classifica e solo due scontri diretti, entrambi allo Stadium, prima con la Lazio e poi con il Napoli. E nelle ultime due giornate, forse distratti dalla Champions o per eccessiva sicurezza, hanno frenato con il Genoa (unico pareggio) e sofferto a Empoli. La Juve è la più forte e affidabile per la profondità della rosa, la qualità dei suoi campioni a cominciare da Ronaldo, l’abilità di Allegri nel gestire uomini, situazioni e cambi in corsa. Ora bisognerà vedere come andrà la seconda parte del girone di andata, sicuramente più difficile: la trasferta a Firenze, il derby e la Samp. Ma saranno soprattutto i tre scontri diretti con Milan, Inter e Roma, racchiusi tra la dodicesima e la diciassettesima giornata, a svelarci il destino della Signora degli ultimi 7 scudetti.

Napoli e Inter si contendono il ruolo di antagonista dei bianconeri. Ancelotti ha rivoluzionato gli azzurri nel gioco e nelle idee, cancellando il fantasma di Sarri e allestendo una squadra mai uguale a se stessa. Il Napoli trasformista è primo negli scontri diretti, ma ne ha giocati di più, quattro su cinque e in generale ha già messo alle spalle diversi ostacoli (6 delle prime 9 squadre). Se Ronaldo è l’uomo in più della Regina, Carletto è il valore aggiunto dei partenopei. Mai ha fatto giocare la stessa formazione, coinvolgendo tutti nel progetto. Ha un girone complesso in Champions e un calendario più agevole in campionato con un solo scontro diretto anche se cruciale, con l’Inter a San Siro il giorno di Santo Stefano. Gli spallettiani, reduci da sei vittorie consecutive, sono in grande ascesa. Hanno vinto con Milan e Lazio, partite che hanno fatto crescere l’autostima e dato l’esatta dimensione della forza nerazzurra. Ora tutto funziona: la difesa è la migliore del campionato, Brozovic ha imparato a dettare i tempi del gioco, Vecino è perfetto negli inserimenti e Icardi è sempre più letale. Dicembre, con Roma e Juve in trasferta e Napoli, sarà il mese verità.

Milan e Lazio si dividono il quarto posto e sono indietro, come valore complessivo, rispetto alle prime tre. Inzaghi vince con le piccole ma ha perso 4 scontri diretti su 4, soprattutto ha smarrito i veri Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Gattuso ha rischiato l’esonero ed è appena arrivato in zona Champions, ma la sua squadra prende troppi gol, ha problemi a centrocampo, soprattutto adesso che Biglia è infortunato, si appoggia quasi esclusivamente a Suso. La sfida con la Juve tra due domeniche e quella successiva con la stessa Lazio potrebbero chiarire il ruolo del Diavolo a cui basta entrare in Champions. La Roma non può più sbagliare: smontata e rimontata sul mercato, ha buttato via punti preziosi con le piccole, Chievo, Bologna e Spal e deve imparare a sconfiggere i cali di tensione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 novembre 2018 (modifica il 1 novembre 2018 | 22:27)

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