Serie A, il derby di Genova finisce 1-1 Apre Quagliarella, risponde Piatek


Il primo derby senza il Ponte un miscuglio di sensazioni dolci e amare, coreografie da brividi e un senso di vuoto che non ti abbandona neppure un istante. Doveva essere anche il derby della paura tra due squadre boccheggianti, reduci da tre sconfitte consecutive e invece quello del coraggio. Finisce pari. Una partita che passer alla storia non per quello che succede in campo, ma per ci che rappresenta. Ci ricorderemo del cuore del Genoa e della resistenza della Sampdoria. Cuore e resistenza sono anche i simboli di una citt piegata, ma non spezzata.

Alla fine i rimpianti sono genoani. Il punticino poco rispetto alla mole del gioco che producono, all’intensit con cui affrontano la partita sotto la pioggia e alle occasioni create. La Samp segna per prima, calandosi bene dentro il match, ma si rimpicciolisce in fretta e si salva solo grazie alle parate di Audero, almeno tre da ricordare. Juric, espulso a un quarto d’ora dalla fine, non riesce a vincere in questa nuova avventura, ma almeno salver la sua panchina.

La Samp sblocca il risultato al primo assalto con l’incornata letale sottomisura di Quagliarella. La tramontana gelida non ferma la reazione caparbia e gagliarda del Genoa che ha pi voglia, pi grinta, pi anima. Ha, soprattutto, il pregio di non squagliarsi nel momento in cui va sotto. Il pari, su rigore, il decimo sigillo in campionato di Piatek, nuovamente capocannoniere, il primo da quando c’ Juric in panchina. Il Grifone alza la difesa, ha un’intensit doppia rispetto ai rivali, fa girare veloce il pallone, vince i contrasti, sfrutta le fasce in cui imperversano Romulo e Lazovic e soprattutto il movimento incessante tra le linee di Kouame. La Samp, spinta dentro la propria area, resta in piedi grazie a due parate straordinarie di Audero tra il 40’ e il 42’, la prima su Romulo, la seconda sullo scatenato Piatek.

Nel secondo tempo il Genoa non allenta la pressione, controllando il centrocampo nel quale spariscono progressivamente i doriani, dal regista Ekdal, al talentuoso Praet. Va in difficolt anche Ramirez, che Giampaolo aveva preferito a Saponara. L’uruguaiano aveva ripagato la fiducia con l’assist per Quagliarella. Un po’ poco. La Samp cerca di tenere botta. Ma ancora Audero a blindare il pari. Il volo per deviare il colpo di testa di Kouame portentoso.

Neppure quando la Samp abbraccia Saponara e il Genoa perde la sua guida Juric, espulso per proteste, la partita cambia. Il Grifone spinge anche se con meno forza e precisione. E senza pi creare occasioni da gol. Il pari diventa cos inevitabile. Un piccola ripartenza per entrambe. Il Genoa ha pi rimpianti. La Samp pi problemi da risolvere. Entrambe ci mettono quello che hanno. Sino alla fine. Lo specchio di una citt che soffre, ma non molla.

25 novembre 2018 (modifica il 25 novembre 2018 | 23:05)

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