«Sempre in treno, prego ogni giorno» –


«Ogni mattina passo davanti alla chiesa di Santa Maria della
Pazienza e faccio una preghiera….», scherza Gabriel
Zuchtriegel, archeologo tedesco classe 1981 nominato quasi tre anni
fa direttore del polo di Paestum. Scherza perché non
c’entra la religione o c’entra eccome ma solamente come
rito apotropaico: «La preghiera è perché i
treni non mi facciano tribolare. Come accaduto ieri (due giorni fa,
ndr), come accade spesso purtroppo», dice rammaricato
Zuchtriegel che vive nel cuore antico di Napoli ma ogni mattina si
reca a Paestum tra metro e treno. E ritorno ovviamente.

La dura vita del pendolare.
«Prenda ieri (l’altro ieri, ndr): se non fosse stato per
una collega che mi ha dato un passaggio in auto sarebbe stato
terribile».

Perché?
«Starei ancora al binario della linea 2 perché ha
accumulato ritardi pazzeschi per un treno bloccato ma al ritorno,
addirittura, il mio convoglio aveva ben due ore di attesa. Ho due
figli da prendere a scuola, mi avrebbe creato problemi enormi. Ma
il punto è un altro….».

Prego.
«Mi colpisce vedere turisti che vengono da tutto il mondo e
non trovano servizi adeguati all’enorme e bellissimo patrimonio
culturale che abbiamo qui in Campania. Io non sono tanto
preoccupato per me ma per l’immagine che diamo nel
mondo».

Lei viaggia tutti i giorni in treno: accadono spesso
problemi?

«Ecco, questo è il punto perché continuo a
chiedermi: possibile che questo è il livello dei servizi che
offriamo ogni giorno? Il lunedì, ad esempio, il treno
è perennemente in ritardo. Mi hanno detto perché
occorre preparare i treni. Ma cosa significa? Ma non si possono
programmare prima? Ma così ci tagliamo noi le gambe:
perché possiamo avere tutto il bello di Dio in questa
regione, e ce l’abbiamo, ma senza servizi adeguati è
davvero un bel problema. Ed è inutile proporre tutta
l’offerta culturale che abbiamo se poi i treni sono uno
sfascio. E poi…».

Poi?
«Se apre una mappa dell’alta velocità lei vede
chiaramente un Paese diviso in due. Io lo trovo uno scandalo
perché sembrano esserci due Italie. Lì i treni
veloci, qui quelli in ritardo».

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Giovedì 11 Ottobre 2018, 12:00
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