Semplificazioni, la «norma Bramini»: imprese aiutate se creditrici della Pa


Semplificare alle imprese i rapporti con la pubblica amministrazione, in varie forme: meno carta, più apertura al digitale, più sostegno nei momenti di crisi aziendale con la Cassa integrazione e con il fondo di garanzia se l’impresa finisce nei guai con la banca perché non ha incassato un credito dallo Stato. Sono alcuni dei punti cardine del cosiddetto «decreto Semplificazioni» del governo Conte. Una bozza del testo e della relazione tecnica circolata illustra molti di questi interventi a costo zero (o quasi) ma con potenziali effetti positivi per la crescita, nelle intenzioni del governo.

È stata ribattezzata la «norma Bramini», quella che — come l’ha riassunta il vicepremier Luigi Di Maio — «salva gli imprenditori che hanno crediti con lo Stato dal pignoramento delle case e dal pignoramento dei propri beni» da parte delle banche sue creditrici. Prende il nome da Sergio Bramini, l’imprenditore fallito mentre attendeva 4 milioni di euro di pagamenti dallo Stato, diventato consulente del governo. Per le imprese in difficoltà nel pagamento delle rate di prestito alle banche, che sono allo stesso tempo creditrici dello Stato, sono messi a disposizione 50 milioni (meno dei 200 milioni delle versioni iniziali) nell’ambito del Fondo di garanzia per le pmi, le quali potranno cedere alle banche i crediti vantati presso la P.A., con la garanzia del fondo. Secondo la relazione tecnica, immaginando una garanzia media i 150 mila euro per impresa, si potrebbero sostenere «in prima battuta» 1600-1700 pmi, per complessivi 300-350 milioni.

Vengono semplificati gli adempimenti informativi e di pubblicità sull’attività economica per le start up innovative e gli incubatori, rispetto agli attuali aggiornamenti semestrali che le giovani società e le stesse camere di commercio avevano giudicato eccessivamente onerosi. Anche per le imprese già esistenti vengono semplificati gli oneri burocratici, con un processo di «de-certificazione». Le pubbliche amministrazioni dovranno acquisire d’ufficio le informazioni necessarie all’istruttoria di un procedimento, se già in suo possesso o reperibili presso altre amministrazioni.

Acquisiscono validità giuridica le tecnologie basate su «registri distribuiti», la cosiddetta «Blockchain». Si tratta dei rivoluzionari protocolli informatici non più centralizzati ma distribuiti lungo la rete, verificabili da ogni partecipante e non modificabili. Le informazioni e i dati certificati su questi registri acquisiscono validità giuridica. Gli esperimenti di applicazione, spiega la relazione tecnica, potrebbero essere nell’archiviazione e gestione di passaporti, certificati anagrafici, registri aziendali, scolastici, per la riscossione delle imposte. Il governo vuole seguire l’esempio di altri Paesi più avanti in questa direzione come Malta e Gibilterra. Anche Francia, Germania e Austria stanno studiando l’applicazione della blockchain nella P.A., e l’Estonia nella sanità.

Vengono prorogati gli ammortizzatori sociali per il 2018 e 2019 per le imprese con più di 100 dipendenti: 12 mesi per riorganizzazione aziendale e sei mesi in caso di crisi. Mobilità in deroga: il trattamento è concesso per un anno ai lavoratori che hanno cessato o cessano la mobilità ordinaria o in deroga dal 22 novembre 2017 al 31 dicembre 2018 a condizione che siano applicate misure di politica attiva. Si applica anche ai lavoratori di Termini Imerese e Gela che godono di tale trattamento dal 2016.

Secondo quanto indicato nel comunicato di Palazzo Chigi di lunedì sera, «per realizzare una RC auto equa, con canoni differenziati rispetto al territorio, si eliminano i vincoli di trasferimento della polizza da un assicuratore a un altro». L’ipotesi è di consentire la portabilità delle «scatole nere» tra le compagnie.

17 ottobre 2018 (modifica il 17 ottobre 2018 | 22:42)

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