Sei Nazioni, solo l’anima del Treviso può rivitalizzare l’Italia


Tutto cambia. Dal 1883 il Torneo cominciava il primo sabato di febbraio mentre quest’anno inizier venerd con l’anticipo Francia-Galles. Sono arrivate le classifiche, i punti di bonus e dall’ingresso dell’Italia nel 2000, che port a sei il numero delle Nazioni, lo sponsor principale ha sempre aumentato la posta. Quest’anno, invece, il nuovo sponsor verser 3,3 milioni di euro in meno del vecchio. cambiata molto anche l’Italia che non vince una partita dal 2015, con la Scozia a Edimburgo, dove sabato inizier il suo 20 Sei Nazioni. Di quella partita sono rimasti tra gli azzurri del c.t. O’Shea il capitano Parisse, che sabato stabilir il record di presenze nel Torneo (ne ha 65, alla pari con il dio irlandese Brian O’Driscoll), Ghiraldini, Morisi e Allan. Nel gruppo ci sono altri tre giocatori (Zanni, Tebaldi e Benvenuti) che hanno vinto almeno una volta. Per gli altri 24 convocati la vittoria una sconosciuta e ci sono buone possibilit che resti tale.

Le difficolt della Nazionale sono infatti la costante del Torneo che si annuncia pi duro del solito, almeno a guardare il ranking mondiale. L’Irlanda 2 vicinissima alla Nuova Zelanda, il Galles 3, l’Inghilterra 4 e la Scozia 7. Insomma, il livello altissimo e l’Italia, che dovr fare a meno — tra gli altri — di Polledri (il miglior sfondatore) e Minozzi (il miglior realizzatore), la candidata unica all’ennesimo cucchiaio di legno.

Una (piccola) speranza che le cose possano andare meglio del previsto, per, esiste e si chiama Treviso. Giusto due anni fa a Edimburgo, al termine del suo primo Torneo chiuso con 5 sconfitte, O’Shea dett le regole: Molti dovranno rinunciare al proprio ego, il bene della Nazionale viene prima di tutto. Traduzione: investiamo nelle franchigie. Le Zebre non stanno disputando una grande stagione (6 vinte e 14 perse tra Pro14 e coppa), Treviso ha sfiorato la qualificazione agli ottavi in Challenge Cup con 4 vinte e 2 perse, ed secondo nel girone di Pro14 (7 vinte, un pari e 6 perse) con la possibilit di qualificarsi ai playoff (mai successo). Sono risultati che certificano una crescita, il problema trasportarli in Nazionale, al livello pi alto.

Il rugby di Treviso, poi, poggia su una mischia e una difesa di qualit: anche nelle giornate storte, mettere sotto il Benetton non mai semplice. La Nazionale, spesso e volentieri, ha mostrato un rugby pi aggressivo ma anche pi rischioso e con i rischi aumentano gli errori che squadre come Irlanda, Inghilterra, Galles eccetera puniscono senza alcuna piet.

O’Shea predica ottimismo. soddisfatto di come procede la rifondazione avviata due anni fa: Ma so benissimo — ammette — che senza vittorie il nostro lavoro perde valore: abbiamo un disperato bisogno di vincere. L’ultima partita del Torneo stata la migliore della gestione O’Shea. Vinse la Scozia di due punti, ma l’Italia gioc a rugby molto seriamente. Sabato si riparte da l e, nonostante tutto, gli scozzesi non sono tranquilli. Con gli italiani sempre dura — spiega Laidlaw, capitano dei blu — perch sono convinti di poterci battere. La testa a volte fa miracoli, tipo cambiare il nostro destino. L’unica cosa del Torneo sempre uguale a se stessa.

27 gennaio 2019 (modifica il 27 gennaio 2019 | 23:18)

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