Sei Nazioni, l’Italia è seconda: le donne battono la Francia 31-12


Sono poco meno di 8000, le migliori giocano nel Sei Nazioni dal 2007 e ieri hanno battuto 31-12 la Francia a Padova, davanti a 3500 spettatori, chiudendo il Torneo al secondo posto. Tre vittorie (Scozia, Irlanda e appunto Francia), un pari (Galles) e una sola sconfitta in Inghilterra. Se La Nazionale maschile perde da quattro anni (sabato il 22 k.o. di fila con i francesi), le azzurre volano. Questi risultati sono merito del lavoro delle ragazze, che hanno carattere e meritano attenzione – spiega il c.t. Andrea Di Giandomenico -. Andiamoci piano per con i paragoni. Capisco che si facciano, ma con i ragazzi non c’ rivalit e i contesti sono molto diversi. Da noi il professionismo, esasperato in campo maschile, non esiste.

Solo in Inghilterra le ragazze sono giocatrici di rugby di mestiere, e infatti il Sei Nazioni lo hanno vinto loro. Le altre, azzurre comprese, giocano per passione, per una diaria di 60 euro e facendo acrobazie per conciliare sport e lavoro. La capitana, Manuela Furlan, fa l’operaia, carica i treni merci con il muletto; Michela Sillari, di Parma, ingegnere e gioca centro; ci sono studentesse, impiegate. Che quando mettono la maglia azzurra placcano, segnano e vincono. In dieci anni cambiato tutto – ha spiegato la Furlan -. Una volta se dicevi gioco a rugby ti guardavano come fossi una passa. Adesso ti dicono: che bello.

Sei Nazioni, l’Italia

Il rugby femminile italiano negli ultimi anni ha avuto una crescita esponenziale. Oggi sono 99 i club che fanno attivit seniores, 19 in serie A, pi di 80 quelle che si dedicano al Seven, il rugby a sette che ha debuttato all’Olimpiade di Rio de Janeiro. E anche la Nazionale si arrampicata in alto fino a questo clamoroso secondo posto nel Torneo. Massimo Giovanelli, il capitano degli azzurri che si conquistarono un posto nel Sei Nazioni, le ha benedette dopo la vittoria sull’Irlanda: Ho visto una squada tenace, mai doma, che ha emozionato il pubblico e vinto con merito. Era la nostra nazionale femminile. Grazie, ragazze.

17 marzo 2019 (modifica il 17 marzo 2019 | 17:34)

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