Scoperte le più antiche tracce di organismi capaci di muoversi


In quello che è oggi il Gabon, Stato dell’Africa centro-occidentale, 2,1 miliardi di anni fa c’era un mare poco profondo chiamato bacino di Franceville. In queste acque vivevano organismi in grado di muoversi alla ricerca di cibo scavando tubuli e piccole gallerie nei sedimenti argillosi dei fondali. Con il passare delle ere geologiche i resti riempiti di pirite (solfuro di ferro) di questi canali si sono conservati e ora sono stati studiati da un gruppo di scienziati internazionali coordinati da Abderrazak El Albani dell’Università di Poitiers (Francia) che sono arrivati a un risultato sorprendente: si tratta della più antica testimonianza mai scoperta di organismi capaci di muoversi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Pnas.

Il risultato lascia aperte molte domande. Si sa infatti che i primi organismi multicellulari comparvero non prima di 1 miliardo di anni dopo e le prime evidenze di locomozione risalgono a 570 milioni di anni fa, invece i resti trovati in Gabon lasciano supporre l’esistenza in tempi molto più antichi di esseri ameboidi capaci di riunirsi e muoversi insieme come fanno oggi certe specie di amebe e funghi mucillaginosi in particolari fasi della loro vita. Gli scienziati sono molto cauti nell’affermare che si tratti di tracce di organismi sicuramente multicellulari, anche se non escludono la possibilità che si sia trattato di un «esperimento» evolutivo che poi non ha avuto seguito. Le tracce sono molto piccole: hanno una lunghezza non superiore a 17 centimetri e i tubuli hanno un diametro di circa 6 millimetri.

12 febbraio 2019 (modifica il 12 febbraio 2019 | 17:26)

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