Sci: SuperG in Val Gardena, Svindal beffa Innerhofer


C’ voluta un’altra magia di Aksel Lund Svindal, campionissimo norvegese che forse a fine stagione decider di chiudere una straordinaria carriera, per negare a Christof Innerhofer la vittoria del superG della Val Gardena, primo atto della fase italiana della Coppa del Mondo di sci. La differenza sta in appena cinque centesimi, quelli che il corazziere norge ha limato nella parte finale della Saslong. Con Inner stato infatti un inseguimento a elastico: avanti prima l’uno e poi l’altro, negli intertempi; quindi una parit a met gara. Poi il vantaggio dell’azzurro stato rosicchiato perch il fisicaccio di Svindal gli consente di mettere a profitto un peso maggiore nei tratti in cui acquistare velocit fa la differenza: lo schuss finale, affrontato entrando a circa 118 orari, l’ha premiato. E dato che la pista di Santa Cristina un luogo d’elezione per i norvegesi, ecco che il terzo posto andato a Kjetil Jansrud (+27/100) e il quarto ad Aleksander Aamodt Kilde (+86). Per l’Italia un ritorno al vertice sulla pista che stata cara a Kristian Ghedina (quattro vittorie e un terzo posto in libera) ma che ha regalato alti e bassi a chi venuto dopo di lui. Anzi, ultimamente il bilancio era decisamente gramo: gli ultimi lampi erano stati di Dominik Paris, che nel 2014 aveva centrato un secondo posto in superG e un terzo in discesa.

anche il primo podio in assoluto di Innerhofer sulla Saslong, dove il suo miglior risultato era stato il quinto posto dell’anno scorso in discesa. Non aveva mai avuto un feeling con un tracciato non adatto alle sue caratteristiche (Per tanto tempo, pi che un matrimonio stato un divorzio…, scherzava alla vigilia), ma stavolta il piglio stato differente fin dall’uscita dal cancelletto di partenza. Si subito visto uno sciatore deciso, cattivo, rinfrancato anche dal podio di un paio di settimane fa in Canada (a Lake Louise l’ha battuto l’austriaco Max Franz, stavolta uscito ridimensionato, ndr). E se vogliamo anche un punto di contatto con il secondo posto nel superG delle finali dello scorso marzo di Aare, il giorno del ritorno sul podio dopo un lungo digiuno. L era partita la promessa di provarci ancora: l’et non contava (luned 17 dicembre, per la cronaca, festegger i 34 anni), l’essenziale era sistemare una volta per tutte la schiena e ritrovare la giusta motivazione. Inner l’ha fatto in questi mesi con allenamenti mirati, lavorando molto in palestra e dedicandosi all’amata bicicletta. Si era detto tranquillo e fiducioso, al traguardo esploso in un urlo liberatorio: Quando arrivi al parterre, davanti alla tua gente, e vedi che hai un secondo di vantaggio non puoi non emozionarti. Era da tempo che non provavo una sensazione del genere.

Purtroppo Inner stato una perla isolata. Emanuele Buzzi, troppo imbastito nella prima parte e pi sciolto nel finale, si ritrovato al ventiduesimo posto. Segue Casse, ventisettesimo. Oltre i 30 Marsaglia e soprattutto Peter Fill, che ha voluto pi che altro mettersi alla prova dopo il bruttissimo volo nella libera di Beaver Creek. In realt l’occasione mancata, per un secondo acuto, quella di Dominik Paris: stava viaggiando in zona podio quando stato tradito da un dossetto e ha saltato una porta. Domme racconta cos: Ho rischiato, ma ho sbagliato una seconda volta dopo un primo errore e cos sono uscito. Diciamo che ho sbagliato la linea: c’erano due onde, volevo scattare ma sono rimasto un po’ a destra e non sono riuscito a rientrare. Ho preferito mollare perch altrimenti avrei centrato la porta. Per Paris, se non altro, ha ricavato una buona sensazione: La velocit c‘ e questo l’aspetto importante. La discesa di sabato 15 dicembre lo vede allora tra i potenziali vincitori.

14 dicembre 2018 (modifica il 14 dicembre 2018 | 14:06)

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