Sci. Nicol Delago, stella azzurra sulla Saslong: seconda in casa dietro Stuhec


Chiamiamole «affinità canine». Sofia Goggia, proprietaria di Belle, un pastore australiano, alla vigilia le ha scritto: «Voglio vedere Mika sul podio». E Mika, il bellissimo samoiedo di Nicol Delago, adesso è lì, abbracciato e coccolato, intento a celebrare il grande secondo posto della sua padrona sulla Saslong nella prima discesa che le donne hanno disputato sulla pista della Val Gardena da sempre riservata agli uomini. Casa e chiesa: Nicol, 23 anni il 5 gennaio, finanziera, ormai più che una promessa della velocità italiana, abita giusto di fronte al luogo del suo primo podio in Coppa del Mondo: «È un sogno che si avvera. Un risultato del genere dove ho sciato spesso, fin da piccola, e dove andavo a chiedere l’autografo a Denise Karbon, a Karen Putzer, a Janica Kostelic ma anche a Christof Innerhofer e ad altri azzurri: è semplicemente incredibile».

Denise Karbon è nel parterre, assieme alla famiglia di Nicol, a celebrare questa ragazza dallo sguardo sveglio, dalla parlantina veloce e dal carattere solido («Dicono che sono testona e forse a volte è un difetto; ma può anche essere un pregio»). La festa italiana oscura un po’ la gioia di Ilka Stuhec, la fuoriclasse slovena due volte iridata nel 2017 che ha vinto completando il rientro al vertice dopo un anno ai box per un grave infortunio. Lei è felicissima per il trionfo, per aver messo alle spalle le principali rivali (strabattute le varie Veith, Gut, Schmidhofer, Weirather, Mowinckel: il podio l’ha chiuso la Siebenhofer, austriaca dal palmarès modesto) e per essere la prima nell’albo d’oro al femminile della Saslong: «Le ondulazioni di questo tracciato mi esaltano».

Anche Nicol si è esaltata. Ha perso d’un soffio (14 centesimi) proponendo le sue caratteristiche: scorrevolezza, agilità nonostante il fisico potente, buona lettura delle zone tecniche. «È una sorpresa, questo risultato? In parte: le prove mi avevano dato fiducia. Ma prima dell’ultima ero agitata: così nel terzo test sono scesa tranquilla. Ma ho capito che non sarei andata da nessuna parte, per cui in gara ho ribaltato tutto. Il voto alla pista? Ovviamente le do 10! Era facile? La neve era facile, non il tracciato. Non c’era nulla di scontato: è difficile andare veloci in certe condizioni». Come dire: il risultato vale eccome.

Proveniente da una famiglia di agonisti (gli zii Oskar e Klara sono arrivati a correre in Coppa del Mondo, la sorella Nadia è a sua volta azzurra), Nicol Delago avrebbe fatto il medico se non si fosse votata allo sci. In nome delle gare rinvierà gli studi di psicologia. Ma intanto ci sono da gestire un futuro e attenzioni crescenti. «Cercherò di non farmi schiacciare dalle pressioni e di sciare pensando a divertirmi. Ma non farò la comparsa, nemmeno al Mondiale». La Goggia non ha seguito la gara, ma poi ha applaudito Nicol: «È stata bravissima; era in forma da tempo e come una formichina, tic, tic, tic, è arrivata lì». La formichina ora darà dispiaceri alla capitana, quando rientrerà: «Macché. Siamo una squadra compatta, l’unione farà la forza».

19 dicembre 2018 (modifica il 19 dicembre 2018 | 07:48)

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