Sbianchetta il referto per evitare la squalifica per doping: 8 anni di stop alla Sumgong oro a Rio nella maratona


Quando fece il suo ingresso trionfale nel Sambodromo di Rio De Janeiro – era il 14 agosto 2016 – Jemima Sumgong entr anche nella storia sportiva del Kenia. Dominatori da oltre 40 anni delle prove di corsa, i keniani non avevano mai vinto la maratona femminile. Onore e gloria per questo scricciolo di un metro e 60 per 40 chili che in Brasile corse la seconda parte dei 42 chilometri pi veloce della prima a dispetto del caldo feroce.

Reputazione cambiata

Tre anni dopo, la reputazione di Jemima decisamente cambiata e non in meglio. Considerata da tempo “target” dagli uomini dell’antidoping, la Sumgong fu incastrata pochi mesi dopo il trionfo olimpico, nell’aprile del 2017, un attimo prima di partecipare alla ricchissima maratona di Londra. Verdetto dei controlli e sentenza inequivocabili: eritropoietina ricombinante (alias Epo) e quattro anni di squalifica. Jamina pianse, giur di essere innocente, spieg che non avrebbe lasciato nulla d’intentato per provarlo. Cos, pochi mesi fa, buss alla porta dell’Integrity Unit della federazione di atletica leggera per consegnare due faldoni di documenti. Cinque giorni prima di quel controllo – scrisse nella memoria difensiva – mi sono presentata al Keniatta National Hospital di Nairobi per una gravidanza extrauterina. Mi fu praticata una trasfusione, il sangue era contaminato da Epo. Ecco perch sono risultata positiva. La cartella clinica conferma tutto.

La verifica

Gli uomini dell’antidoping hanno scrupolosamente verificato le carte. A parte l’improbabile legame tra trasfusione ed Epo, un piccolo dettaglio li ha colpiti: le date sui documenti apparivano grossolanamente falsificate. Una verifica all’ospedale ha dato risultati inequivocabili: Jamina era stata s ricoverata al Keniatta Hospital, ma nel 2009, otto anni prima della positivit. L’atleta ha riciclato e sbianchettato la vecchia cartella nell’ennesimo goffo tentativo di raggirare l’antidoping. La Integrity Unit non ha gradito: pena raddoppiata, anni di squalifica portati a otto, carriera finita. Unica consolazione per Jemima: l’oro olimpico resta nelle sue non proprio degnissime mani.

26 gennaio 2019 (modifica il 26 gennaio 2019 | 12:05)

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